L’avanti tutta di Colantonio – «Marco Marzilli non ci rappresenta più». E già pensa a un nuovo gruppo

ARCE – Rinuncio e vado avanti.
Vincenzo Colantonio non riprenderà la delega all’Ambiente, così come aveva annunciato il sindaco Simonelli nel corso dell’ultimo consiglio comunale e la sua posizione rimane quella espressa dalla sezione del Pdci.
La conferenza stampa di ieri mattina ha confermato quanto da giorni era, a chi più a chi meno, noto. «Il capogruppo Marco Marzilli – è stato più volte ripetuto durante l’incontro – non ci garantisce più. Se sarà ancora lui a ricoprire questo ruolo, nel primo consiglio utile fonderemo un nuovo gruppo consiliare». E questa volta è lo stesso assessore Colantonio a puntualizzare. «I panni sporchi non si lavano in casa – ha esordito l’assessore – perché chi amministra deve rendere conto a un paese intero. Tutti i cittadini debbono avere la possibilità di valutare e credo che questo si possa raggiungere solo attraverso il confronto». Nella locale sezione dei Comunisti Italiani c’è il massimo silenzio, l’aria tirata e la presenza di una trentina di persone, tra sostenitori e semplici curiosi. Vincenzo Colantonio, coadiuvato da Giuliano Sera, membro del direttivo del partito, ripercorre tutte le tappe che lo hanno portato a restituire la delega prima e poi ad avanzare l’ipotesi di costituire un gruppo autonomo in seno al consiglio comunale. Spiega passo passo quello che ha cercato di realizzare sul problema del porta a porta e, con documenti, alla mano snocciola cifre e motivazioni che lo hanno convinto a sostenere che solo attraverso una forma consorziata del servizio di raccolta dei rifiuti è possibile cogliere dei risultati. «Sarei felice – ha detto Colantonio in un passaggio della conferenza – di aprire un dibattito pubblico sull’argomento e magari in quel contesto farmi convincere che per Arce è conveniente andare da soli. Ma invece – fa notare – si preferisce il chiacchiericcio sotterraneo fine a se stesso che non porta a nulla, se non a fare delle affermazioni sulla sfera personale, come se il problema si riconducesse a questo».
Insomma Colantonio ne ha per tutti e se da un lato ribadisce «di non vedere soluzioni diverse dall’attuale maggioranza», dall’altro c’è la consapevolezza che uno strappo profondo è maturato senza, tra l’altro, che alcuno dei suoi compagni di lista abbia speso una parola per sostenerlo. E allora, appare inevitabile una nuova fase che si aprirà con la costituzione di una associazione aperta a quanti vogliono adoperarsi per il paese. Solidarietà e Progresso sembra il nome più accreditato del nuovo soggetto, ma la sua collocazione è ancora tutta da verificare. E’ probabile che prima del suo battesimo il posto lo trovi tra i banchi della minoranza, e, di certo, non per volontà di Colantonio.

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