Le poesie di Massimo De Santis approdano in Rai – Disponibili sul blog dell’emittente nazionale alcune delle liriche contenute nell’ultimo libro

ARCE – Torna a far parlare di se il poeta Massimo De Santis e questa volta in modo eclatante. Arrivato alla sua quinta raccolta di poesie, presentata lo scorso 22 giugno presso il Castello Ladislao di Arpino, sede della fondazione “U Mastroianni”, dove gli è stata conferita la medaglia di Socio onorario della Società Dante Alighieri di Arpino per mano del suo presidente Enrico Quadrini, il poeta  arcese approda nel limbo dell’emisfero poetico nazionale comparendo sul blog di poesia della Rai, ideato e curato da Luigia Sorrentino. La data è quella dell’8 ottobre nella sezione “Appuntamenti”, dove oltre alla prefazione curata dallo scrittore e saggista Elio Pecora, direttore della rivista internazionale “Poeti e Poesia”, si possono leggere alcune delle poesie contenute nel suo ultimo libro. Davvero inarrestabile la vena del poeta arcese che, in attesa dell’uscita editoriale della prima Enciclopedia di poeti Contemporanei edita dalla Fondazione “Mario Luzi”, ha già provveduto a mandare in stampa il suo settimo libro, la cui uscita è prevista a ridosso del prossimo anno. “Due cuori” rappresenta il punto d’inizio della nuova avventura poetica di Massimo De Santis. E’ un libro di transizione – come lui stesso dice – tra il poeta in erba, che si scopre tale inaspettatamente e viene colto impreparato dal vulcano di emozioni del suo cuore, ed il poeta ormai consapevole del suo ruolo letterario, bisognoso di un maggior impegno culturale. Come nei più grandi artisti di tutti i tempi, anche nel poeta arcese l’evoluzione stilistica e della forma, la ricerca minuziosa dei particolari e l’approfondimento delle tematiche sono evidenziate dalla cronologia delle sillogi. La sua crescita è molto evidente in quest’ultima opera dove il poeta, pur mantenendo inalterata la sua predilezione per “l’Amore puro”, ne continua ad analizzare i lati più profondi senza mai arrivare ad un’idea di finito; anzi la continuità della ricerca sembra senza misura temporale, proprio come l’Eternità che ricerca il poeta.

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