L’esame di Gianni Nardone – Intanto in Ciociaria sale la protesta

ARCE -  Gianni Nardone, consigliere comunale di opposizione e capogruppo consiliare del circolo della “Rosa Rossa”, interviene con una nota sulla composizione della nuova Giunta Regionale.
«Apprendo con profondo stupore che ciò che si vociferava sottobanco si è verificato: la Ciociaria – si legge nella nota -, malgrado le promesse della campagna elettorale, non ha rappresentanti nella Giunta della neo governatrice Renata Polverini. Tale fatto apre sicuramente uno scenario innovativo perché la Ciociaria è a questo punto l’unica provincia del Lazio che non avrà nessun assessore di riferimento, a differenza della altre provincie. Latina avrà l’ex Fi, Stefano Zappalà, gradito a Claudio Fazzone che a questo punto rappresenta l’uomo forte delle province esterne a Roma. Viterbo avrà Battistoni, Rieti Cicchetti. Per Frosinone niente, neppure un rappresentante. Ancora una volta però il peso della Capitale ha schiacciato questa provincia, pertanto su tale aspetto credo che bisognerebbe aprire una riflessione forte in quanto i ritardi della provincia di Frosinone dal punto di vista dello sviluppo economico ed ora anche politico sono legate essenzialmente alla sudditanza con la città di Roma. Quest’abbraccio mortale – continua Gianni Nardone -,  deve essere interrotto e bisogna ripensare ad un nuovo modello amministrativo regionale sicuramente senza Roma e probabilmente ad un’entità amministrativa anche omogenea geograficamente, penso ad esempio ad una micro-regione con la parte meridionale della provincia di Roma ed a quelle di Latina e Frosinone. C’è bisogno di una regione senza Roma perché le province del Lazio non possono più essere penalizzate, come è avvenuto finora, dal momento che essa assorbe l’80% delle risorse. Questo è l’obiettivo prioritario che assieme agli amici dei circoli della Rosa Rossa, ci siamo dati in funzione al non lontano riassetto della regione per non subire decisioni cruciali per il nostro territorio. A tale proposito i Circoli della Rosa Rossa intendono dare un forte impulso che, è bene precisarlo non sarà oggetto di azione partitica, perché essi non costituiscono e non costituiranno mai una corrente di tipo partitica, in quanto in essi è garantito il pluralismo e poi perché statutariamente siamo essenzialmente un movimento culturale che si riconosce nei filoni del riformismo cattolico, socialista e liberale, autonomo ed indipendente, luogo di partecipazione, di proposta e di confronto democratico aperto a tutte le forze politiche e della società civile. Possibile mai che Frosinone non venga degnata neppure di un assessorato? Il fatto che è ormai dimostrato è che non è possibile che si continui ad essere romanocentrici in tutto e per tutto. Non è possibile a questo punto mantenere la barra soltanto dentro i partiti tradizionali, bisogna andare oltre, pertanto su tale base dobbiamo solo assumere scelte politiche di fondo e le conseguenti iniziative da intraprendere nella provincia e verso gli altri partiti organizzati nonché assicurare la presenza delle ns. idee nel territorio, A tale proposito, pensiamo che le sole forme partitiche esistenti possano non essere più sufficienti e quindi vogliamo provare a far partire un progetto ambizioso: dare spazio e voce alle tante associazioni che si rifanno al Riformismo Liberale, al Cattolicesimo democratico, alla Socialdemocrazia, ai movimenti Liberaldemocratici. Per fare ciò – conclude -  abbiamo appositamente organizzato un’assemblea aperta dei circoli ed associazioni riformiste della ns. provincia che si terrà ad Arce il giorno 24 giugno p.v. presso il Ristorante Leone alle ore 18 dove realizzeremo una tavola rotonda per  far eventualmente emergere una proposta di riforma economica ed istituzionale che si possa concretizzare ad esempio nella costituzione di una regione del Basso Lazio che rappresenti veramente le esigenze del nostro territorio».

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