L’opposizione suggerisce dieci ‘ritocchini’ al prg – In un documento le osservazioni allo strumento

ROCCADARCE – «E’impossibile individuare come zone edificabili le coste rocciose e tantomeno impensabile prevedere un eccessivo numero di abitanti insediabili a circa 7500».
Non va proprio giù il documento del piano regolatore generale ai consiglieri di minoranza, Antonello Quaglieri, Tommaso Fraioli e Filippo Capuano. L’importante documento urbanistico, approvato dal consiglio comunale nel corso della seduta del 5 settembre scorso, appare indigesto ai tre esponenti di “Rinnovamento per Rocca d’Arce”. In una lunga missiva inviata al sindaco Pantanella e all’intero consiglio comunale, Antonello Quaglieri, anche a nome dei colleghi consiglieri, espone – in dieci punti – quelle che possono essere delle osservazioni alla redazione del documento urbanistico.
«Consapevoli che il territorio rappresenti uno dei beni più grandi di una comunità, – si legge nella lettera – i consiglieri Quaglieri, Capuano e Fraioli di codesto Ente, non avendo partecipato alla votazione del Prg del 5 settembre 2011, hanno ritenuto doveroso analizzare gli indirizzi tracciati dal nuovo Prg., confrontandosi con i cittadini, i professionisti e le realtà sociali che da più parti chiedevano di essere coinvolte, in questo importante strumento di pianificazione della crescita del nostro territorio. Innanzitutto vorremmo porre in evidenza la carente pubblicità che è stata data all’adozione del Prg nei confronti dei cittadini, considerato peraltro che nelle bacheche comunali non è stato pubblicato alcun avviso in materia e, da quanto ci risulta, tantomeno sui quotidiani di larga diffusione è stato trattato l’argomento. Di conseguenza è assai probabile che la stragrande maggioranza dei cittadini possa non essere addirittura a conoscenza della sua adozione e possa quindi nell’impossibilità di formulare le eventuali osservazioni allo stesso. Nella speranza di poter contribuire al miglioramento di quanto adottato in sede consiliare, si chiede di tener conto delle proposte che abbiamo voluto formulare e di poter apportare quelle modifiche, anche sostanziali, che darebbero a questo importante strumento di sviluppo urbanistico la possibilità di far crescere in maniera corretta il nostro amato paese. Riteniamo che la crescita non sia solo sinonimo di sviluppo in ampiezza dei territori da edificare ma rispetto dell’ambiente, della natura, e soprattutto dei cittadini che dovranno negli anni che verranno vivere adeguatamente ed armoniosamente il territorio che stiamo “disegnando”. Per tali nobili motivi si ribadisce la richiesta di considerare i punti salienti di questa missiva».

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