Lsu a tasche vuote – Le lavoratrici oltre allo stipendio devono ricevere ancora gli arretrati. La loro unica speranza è quella che un nuovo presidente possa riprendere i contatti con la Regione Lazio

Comunità Montana, lavoratori socialmente utili senza stipendio chiedono un nuovo presidente.
Proseguono i disagi per le lavoratrici impegnate presso gli uffici dell’ente di via La Criscia. Sarebbero alcuni mesi, infatti, che non percepiscono regolare retribuzione e attendono la liquidazione degli arretrati. Dal prossimo 28 febbraio, inoltre, ci sarebbe anche una nuova sospensione del progetto lavorativo che aggiungerebbe ulteriore incertezza al futuro delle lavoratrici.
«Purtroppo della nostra condizione – ci dicono alcune di loro, particolarmente esasperate – non importa niente a nessuno. L’attuale presidente Dino Giovannone è impegnato a cercare il modo per rimanere attaccato alla sua poltrona, nonostante che, da quasi due anni, ha perso la qualifica di amministratore pubblico del comune di cui era espressione. Si va avanti per inerzia – proseguono ancora – senza una minima prospettiva. Basta pensare che l’ente non ha un bilancio approvato. Sabato si dovrebbe tenere il consiglio comunitario e noi auspichiamo che si raggiunga il numero legale. Questo consentirebbe ai nuovi eletti nei vari comuni ed in particolar modo ai rappresentanti di Arpino, di insediarsi nell’ente facendo uscire di scena che ha creato questa situazione di paralisi e non è stato in grado di affrontare e risolvere nessun problema dei tanti che attanagliano la XV Comunità Montana di Arce. Per quel che riguarda i lavoratori socialmente utili va detto, che ormai da anni ci occupiamo con professionalità di diverse mansioni all’interno degli uffici dell’ente, tanto da ritenerci fondamentali per il suo buon funzionamento. La nostra speranza – concludono le lavoratrici – è che un nuovo presidente possa riacquisire l’autorevolezza necessaria per interloquire con la Regione Lazio, sollecitandola a dare risposte sulla nostra condizione e più in generale sul futuro dell’ente».
Forte, dunque, il grido d’allarme degli Lsu che chiedono maggiore interessamento.
 

193
Da: ; ---- Autore: