Maggioranza, altro empasse – Ma la voluta assenza dell’assessore Calcagni aprirebbe una nuova crisi

ARCE – Maggioranza ricompattata? Si, anzi no!
Ventiquattro ore interminabili per il sindaco Simonelli che, lunedì sera dopo il consiglio comunale, ha creduto, forse inconsapevolmente, di aver riportato a casa una maggioranza coesa e pronta al tanto agognato rilancio amministrativo.
Ma se l’assessore Colantonio, dopo una lunga arringa fatta ai suoi colleghi del consiglio comunale, è riuscito a mettere una “pietra sopra” a quanto è accaduto in questi due ultimi mesi, c’era già chi, da casa, prendeva le distanze dal modus operandi dell’amministrazione. L’assenza in aula dell’assessore ai Lavori Pubblici, Emanuele Calcagni, infatti, non è stata casuale. La mancata partecipazione al consiglio, come lui stesso ha confermato telefonicamente, è stata una precisa scelta. A quanto pare, l’assessore, avrebbe voluto manifestare il proprio dissenso scaturito da una serie di avvenimenti (nomina tecnico comunale, scelta del revisore, ecc.) puntando il dito contro il primo cittadino e il suo modo di operare. «Il sindaco – ha detto Calcagni – non è un podestà. Ha una maggioranza con cui deve confrontarsi e rapportarsi. Personalmente ho creduto in questo progetto amministrativo perché fondato sulla trasparenza, ma in questi mesi ho dovuto ricredermi, perché non è stato così e mi sembra che si tiri avanti in ordine sparso, ognuno per proprio conto. Sono il primo a sostenere che i problemi vanno affrontati insieme e non evitati o rimandati per poi trovarsi di fronte a scelte compiute. La mia protesta – ha precisato infine Calcagni – non è contro un fatto specifico e né, tanto meno, una questione personale con i professionisti individuati. Ripeto, in questo modo di fare non mi rivedo».
Un nuovo fronte interno, dunque, sembra far traballare la giunta Simonelli. Eppure la vicenda Colantonio sembrava aver riportato il sereno nonostante le dichiarazioni dello stesso assessore all’Ambiente non siano state tenere con i suoi. «Perché – ha detto in consiglio – dopo mesi di querelle ho preso questa decisione? Perché oggi c’è da parte della maggioranza il riconoscimento che i fatti si sono svolti secondo la mia ricostruzione e gli stessi assessori Marzilli e Calcagni hanno ammesso le responsabilità. A me – ha aggiunto ancora – questo basta perché sono convinto che sono semplici errori che dietro non c’è null’altro. Il sottoscritto – ha detto ancora – sarà l’ultima persona a demolire questo progetto politico che ha dato un barlume di speranza a tanti nella nostra città e mi dispiace che qualcuno possa aver supposto il contrario. Certamente – ha concluso Colantonio – per stare insieme bisogna essere almeno in due».

66
Da: ; ---- Autore: