Marcia indietro sull’Unione, i motivi si cercano nella politica – Cosa c’è sotto il dietro-front sull’Unione

ARCE – Cosa c’è sotto il dietro-front sull’Unione dei Comuni?
E’ la domanda che un po’ tutti gli “addetti ai lavori” si fanno in questi giorni ad Arce. Se c’è qualcosa di poco chiaro nella vicenda, a questo punto, va ricercato unicamente all’interno della maggioranza.
Ma andiamo con ordine. Giovedì pomeriggio nel palazzo municipale si è tenuta una riunione tra alcuni amministratori, il segretario comunale e il responsabile del servizio finanziario. Nel corso dell’incontro sarebbero emersi dubbi di natura tecnica, tali da spingere il presidente del consiglio Gianfranco Germani a ritirare il punto per ulteriori approfondimenti. Al ritiro del punto avrebbe dato il suo placet anche l’assessore all’Ambiente Colantonio. Poche ore dopo, però, un altro incontro, stavolta politico. Presso la locale sezione del Pd si riunisce il direttivo del partito a cui avrebbe partecipato anche il primo cittadino. Nel corso di questa riunione Simonelli avrebbe comunicato ai suoi che l’amministrazione starebbe per abbandonare l’idea di aderire all’Unione di Salvati, in quanto sarebbero venute meno le condizioni. Una posizione che ha, in qualche modo, accolto in pieno le perplessità espresse dal partito nei giorni scorsi, proprio mentre il dibattito in maggioranza dirompeva. Insomma, a poche ore di distanza, i motivi tecnici avrebbero lasciato spazio a quelli politici. Perché? La stessa presenza del primo cittadino al tavolo del Pd sarebbe sintomatica e non vista di buon occhio da alcuni esponenti della maggioranza. Partecipare a un direttivo, infatti, non è certo una visita di cortesia e smentisce la tesi, più volte ribadita dalla stessa maggioranza, di non avere una connotazione partitica perché i membri della lista civica che governa il paese avrebbe scelto di anteporre il bene del paese a quello delle sezioni. Ma c’è di più. I motivi che sarebbero trapelati a fondamento del ritiro del punto del prossimo consiglio comunale di lunedì, non sarebbero reali. A tal proposito abbiamo chiesto al presidente dell’Unione dei Comuni “Antica Terra di Lavoro” Antonio Salvati come stanno i fatti. «La nostra – ha detto – è una delle Unioni più attive d’Italia. La sua forza è proprio la massima semplicità e linearità della struttura. Non c’è nessun vincolo particolare e ogni comune può recedere dalla convenzione con una semplice raccomandata, decorsi trenta giorni. Non c’è alcun obbligo di delegare tutti i servizi: ogni comune decide cosa e quando farlo. Non c’è nemmeno – ha aggiunto Salvati – nessuna quota di adesione. Personalmente non intendo intervenire sulle scelte dell’amministrazione di Arce ma ritengo giusto precisare che il nostro ente si fonda sulla soddisfazione dei propri aderenti e nella qualità e risparmio dei servizi offerti in forma consociata».

73
Da: ; ---- Autore: