Marzilli, il diritto negato ai bambini e i ‘vuoti di memoria’ in maggioranza – Sul problema della scuola dell’Infanzia

ARCE – “Scuola dell’Infanzia: Marcello Marzilli parla di diritto negato per i bambini di Arce e si dice intenzionato a chiedere un incontro al dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, Mandarelli.
«La situazione – afferma il consigliere d’opposizione – è insostenibile. La scuola dell’infanzia non può rimanere impunemente chiusa per due mesi e chissà ancora per quanto tempo. E’ necessario che intervengono le autorità scolastiche provinciali e regionali. Per questo chiederò al dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale di sapere se quello che sta succedendo ad Arce è normale. Se è possibile che i bambini iscritti non frequentino la scuola dell’infanzia. Ritengo, infatti, che sia ormai compromesso il percorso formativo che i bambini avrebbero dovuto intraprendere. E voglio avere delucidazioni. L’itinerario didattico-educativo che i bambini avrebbero dovuto percorrere – afferma ancora Marcello Marzilli – anche se le attività scolastiche dovessero cominciare nel prossimo mese di dicembre negli ormai famosi “container”, non potrà dipanarsi regolarmente e con i tempi necessari. Il percorso dovrà essere affrontato a “tappe forzate” e questo con inevitabili conseguenze negative per i fanciulli. Ad Arpino, per la necessità degli studenti del Liceo Tulliano, i container sono stati allestiti in poco più di venti giorni. Ad Arce l’Amministrazione parla, promuove riunioni e incontri e promette soluzioni. Ma non si vede ancora nulla».
Poi Marzilli assesta una stoccata sulla scelta del posto in cui ubicare i moduli abitativi: «Il luogo scelto – afferma Marzilli, riferendosi al parco giochi “Valentina” in via Valle – se le affermazioni riportate sulla stampa rispondono al vero, sarebbe stato definito dall’assessore Lucio Simonelli “il più idoneo”. Nel marzo 2007 le vie e le piazze di Arce furono invase da manifesti firmati anche da Lucio Simonelli e Gianfranco Germani nei quali si parlava del parco giochi di via Valle paragonandolo a una piscina, perché la zona era umida e acquitrinosa. Ora, come per miracolo, quello che all’epoca fu definito “pantano” sarebbe diventato il luogo migliore ove collocare i container che dovrebbero ospitare i bambini più piccoli della comunità arcese».

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