Medaglia d’onore a Giuseppe Germani – Giuseppe fu uno dei 760mila internati militari italiani catturati dal regime nazi-fascista

ARCE – Questa mattina con una cerimonia alle 10.00 presso la Prefettura di Frosinone, per decreto del Presidente della Repubblica, verrà conferita al  Maestro Giuseppe Germani la medaglia d’onore per i deportati ed internati nei lager nazisti. Germani fu uno dei 760mila internati militari italiani, ufficiali e soldati catturati dal regime nazi-fascista per essere sottratti al controllo della Croce Rossa Internazionale ed essere trattati come schiavi di Hitler al fine di costringerli all’adesione alle SS o alla Repubblica Sociale Italiana,e il suo eroismo, riconosciuto a distanza di settant’anni anche grazie al lavoro di ricerca svolto dai figli Maurizio e Massimo che ha permesso di ricostruire quelle vicende, sta nell’aver onorato il giuramento di fedeltà alla bandiera italiana, nell’aver resistito insieme ai commilitoni, nonostante il trattamento disumano, ad un regime sanguinario, alla tentazione di salvarsi per essere costretti, poi, a disonorare la bandiera italiana con azioni ignominiose. La prigionia di Germani ebbe inizio in Grecia, dove fu catturato il 13 settembre del ’43; da qui fu condotto, insieme a molti altri militari italiani, con dei vagoni carichi di letame, dapprima nel lager di Deblin Irena, nel nord della Polonia, fino a giungere, dopo alcune traversìe, al Campo 83 di Wietzendorf, a 12 km da Bergen-Belsen, In questo luogo trascorse molti mesi, vessato e affamato dai tedeschi, e in questi mesi per ben 78 volte rifiutò di aderire alla Rsi o alle SS. Nel 1945 per i detenuti militari italiani fu decretata la marcia della morte: ormai Bergen-Belsen era vuoto, tutti gli ebrei qui detenuti erano stati passati per il camino e stessa sorte doveva toccare a quegli uomini, a quei partigiani che, pure se decimati, avevano continuato ad opporsi al regime nazista. Avrebbero dovuto percorrere a piedi i 12 km che li divideva dalla morte una mattina di marzo ma li salvò l’intervento delle forze anglo-americane. Dovettero passare altri sei mesi prima che l’Italia si preoccupasse di far rientrare quegli uomini. Giuseppe Germani tornò a casa il 24 settembre 1945, aveva 27 anni e pesava poco più di 40 kg, gli ci vollero più di tre mesi per riprendersi fisicamente ma le ferite dell’animo rimasero così come i ricordi di quei mesi, quei due anni trascorsi con Guareschi e Natta, senza mai pesare, però, nella vita che poi seppe costruirsi se non come monito nell’educazione dei figli cui volle trasmettere il suo grande rispetto per i valori e la coscienza civica.

56
Da: ; ---- Autore: