Mensa scolastica – Nardone attacca

ARCE – «L’Amministrazione comunale di Arce bluffa sulla mensa scolastica».
E’ la convinzione del consigliere di minoranza Gianni Nardone, che torna ad interessarsi del cambio di orario che ha coinvolto le Scuole Primarie e Secondarie di primo grado dell’Istituto Comprensivo cittadino.
«Martedì scorso – scrive Nardone in comunicato – c’è stato il primo giorno di scuola con il recupero pomeridiano per la settimana corsa. Come si vuol dire in campo “lirico” la prima è stata steccata. Molti – spiega il capogruppo di opposizione – sono stati i disguidi registrati fra cui, verso le 13, la difficoltà di accedere all’Istituto per consegnare i pasti ai bambini. Una circostanza che avrebbe fatto infuriare i genitori e che, secondo alcune testimonianza, avrebbe stranito non poco anche gli alunni che, complici i distributori automatici all’interno della Media, avrebbero gozzovigliato a base di patatine, merendine, bibite anche gasate e vari snack. Ai genitori – prosegue Nardone – vorrei consigliare spassionatamente di attrezzarsi con thermos e contenitori, in modo da far mangiare pasti caldi ai figlioli. Lo dico poiché  non credo valido il ragionamento di qualche amministratore che i ragazzi sono abituati a mangiare panini in quanto l’estate, quando vanno in piscina, mangiano le stesse cose. Non credo, infatti, che questo sia valido dal punto di vista dietetico per un intero anno scolastico e chi meglio del nostro sindaco, che è un medico, dovrebbe saperlo. Inoltre, le dichiarazioni rese dall’assessore alla Pubblica Istruzione adombrano il fatto che la mancata fruizione del servizio mensa sia da addebitare alla Scuola e al Consiglio d’Istituto. Circostanza a quanto pare non vera e confermata anche da qualche membro dell’organo collegiale scolastico, il quale sostiene che concretamente questa disponibilità non c’è  mai stata. Personalmente, ripeto che dovevano essere esplorate tutte le possibilità di avere dei pasti caldi per i bimbi o pensare a traslare l’orario delle lezioni. E sono convinto che se ci fosse stata un’effettiva disponibilità i genitori del consiglio d’Istituto l’avrebbero colta. Infine, voglio ricordare che all’origine di tutto questo caos c’è la questione del trasporto scolastico e la presunta incompatibilità delle linee del Consorzio Intercomunale di circa 15/20 minuti. E’ clamoroso – conclude il consigliere – che una popolazione scolastica di quasi 700 alunni debba adeguarsi alle esigenze tecniche del prestatore di servizio che prende quasi 7mila euro al mese usando un pulmino proprietà comunale».

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