Morì infilzato sul cantiere – Comune a rischio dissesto. L’infortunio risale al 1999. L’udienza è stata fissata per il prossimo 26 settembre

ARCE – Chiesto un maxi risarcimento di 634mila euro al comune di Arce.
Se il Tribunale di Cassino accogliesse l’istanza, municipio sul lastrico con il rischio del dissesto finanziario. L’ente di via Milite Ignoto, nella persona del sindaco pro-tempore, dovrà comparire il prossimo 26 settembre dinnanzi al Tribunale Civile di Cassino per rispondere alla richiesta di risarcimento dei familiari del giovane lavoratore morto sul cantiere nella primavera del 1999. Un tragico evento avvenuto nel corso dei lavori di realizzazione del marciapiedi in località Borgo Murata, nelle vicinanze del bivio dei Fraioli. Il giovane, appena ventenne, perse la vita in un fatale incidente: saltando da un mezzo d’opera rimase infilzato all’inguine in uno di quei ferri, senza protezione, che vengono messi per delimitare l’area del cantiere. Per il lavoratore, originario di Pontecorvo, non ci fu nulla da fare e morì sul posto dissanguato. L’appalto dei lavori era stato conferito dal comune di Arce ad una ditta della zona e il direttore dei lavori sarebbe stato l’allora tecnico comunale.
Ad oltre dieci anni, gli eredi del giovane, la madre e la sorella, chiedono che il comune sia condannato in via esclusiva e/o concorsuale per i danni causati dal sinistro mortale rispettivamente per euro 412.658,64 e 223.794, 69, oltre agli interessi e al risarcimento del danno per mancato utilizzo delle somme dal momento del fatto ad oggi.
La giunta municipale nei giorni scorsi ha deliberato l’incarico di curare gli interessi dell’ente all’avvocato Massimo Germani di Arce. C’è comunque preoccupazione per l’entità della richiesta che nel caso venisse riconosciuta metterebbe in seria difficoltà la tenuta finanziaria del comune.

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