Nell’Unione ‘per forza’ – Un braccio di ferro che alla fine ha dato ragione all’assessore Colantonio

ARCE – Dentro l’Unione ma a maggioranza.
L’ampio e “fisiologico” dibattito sulla questione annunciata durante l’ultimo consiglio comunale, si sarebbe già esaurito.
Per la verità, a questo punto, lo era già prima dell’assise, almeno per alcuni. Dopo la seduta, infatti, si sarebbe tenuta una riunione urgente della maggioranza voluta dal sindaco. Sul tavolo un unico punto: l’ingresso nell’Unione dei Comuni “Antica Terra di lavoro” e la conseguente adesione al progetto di raccolta differenziata. Questione che, la settimana scorsa, aveva mandato in fibrillazione l’esecutivo e che comunque sembrava ancora aperta a qualsiasi ipotesi. Ma così non è stato.
Quanti sostenevano che un simile passo doveva essere analizzato approfonditamente, dopo un ampio confronto della maggioranza, si è dovuto arrendere di fronte all’evidenza di non avere i numeri dalla sua parte.
Si sarebbe proceduto, infatti, a una vera e propria conta interna che ha visto favorire la proposta dell’assessore all’Ambiente, Vincenzo Colantonio. Il quale, giorni prima, non aveva risparmiato critiche su Facebook affermando, senza però fare espliciti riferimenti, che «non tutti vogliono fare la raccolta differenziata. Oppure, peggio, danno fiato alla bocca, senza sapere di cosa parlano. Oppure, peggio del peggio, argomentano in modo insignificante non potendo confessare quello che pensano».
A chi si riferiva l’assessore? Non lo sappiamo, ma il pensiero corre ai sui colleghi di giunta Marco Marzilli ed Emanuele Calcagni, i quali non avrebbero nascosto il loro dissenso a finire nelle braccia del sindaco di San Giovanni Incarico Antonio Salvati.
A questo punto, però, la decisione è stata presa.
Nel prossimo consiglio comunale (convocato per il 30 novembre) la maggioranza delibererà l’ingresso nell’Unione dei Comuni. La tanto decantata collegialità di questa amministrazione sembra essere andata in frantumi. E l’argomento non è di poco conto, se si considera che in un ente sovra comunale non ci si può di certo entrare per delegare un solo servizio.
La prospettiva dovrebbe essere quella di cominciare a ripensare tutta una serie di settori in forma consociata. Ora rimane da vedere che andrà a sedere nella nuova Unione e soprattutto quale sarà l’atteggiamento di chi sull’argomento è stato messo all’angolo. L’impressione è che si è di fronte a una vera e propria frattura, nemmeno poi così facile da rimarginare.

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