‘Nessun attacco al mondo cattolico ma un esame politico’ – Sulle posizioni anticlericali

ARCE – «Nessuna volontà di offendere i cattolici, ma ribadisco i concetti espressi, coerenti con la mia storia politica».
L’assessore Vincenzo Colantonio, sulle posizioni anticlericali denunciate dalla Petrucci, aggiusta il tiro e conferma una incrinatura insanabile con quella chiesa che «si pone come un partito politico». Colantonio sceglie di replicare con una lettera aperta ai cittadini arcesi e lo fa dalle stesse pagine del social network Facebook, dove è partita la polemica. «Siamo accusati – scrive nel lungo intervento – di aver fatto delle dichiarazioni che rappresentano un oltraggio alle istituzioni religiose e ai fedeli. Io credo che l’indicazione di voto della chiesa, estrapolando una questione, la contrarietà alla legge 194, non tiene conto di altri fattori come il razzismo, l’utilizzo indiscriminato della donna oggetto, il sociale considerato un refuso del XX secolo, facendo una mera operazione politica che nulla ha a che vedere con gli insegnamenti evangelici. Inoltre, reati disgustosi, come la pedofilia, sono un crimine contro l’umanità e ricoprire cariche importanti non esime dalle responsabilità penali, civili e, soprattutto, morali. Questi – ha spiegato Colantonio – sono i concetti incriminati che ho espresso, cercando di ribadire costantemente, che il mio ragionamento esulava sempre dalla fede ma era rivolto a fatti concreti, terreni. Ho sentito la necessità di esprimermi in merito – ha aggiunto – perché, anche da non cattolico, riconosco alla chiesa un importantissimo ruolo sociale che ritengo fondamentale e da salvaguardare». E qui l’assessore si sofferma su un lungo elenco di sacerdoti, movimenti ed associazioni cattoliche che operano nelle diverse realtà. «Ho la prosopopea e la speranza di pensare – riprende in un passaggio l’assessore all’Ambiente – che le indicazioni di voto non siano piaciute, oltre a me, nemmeno a tanti preti missionari, a tanti sacerdoti della Caritas, che ogni giorno conducono battaglie epocali contro l’emarginazione. Sicuramente non sono piaciute ai tanti cattolici che poi non le hanno seguite. Oggi le leggi che regolamentano l’aborto e i matrimoni nel nostro paese sono leggi di libertà. La libertà non significa essere favorevoli ma essere coscienti e responsabili della propria scelta. Se ho usato troppa forza per sostenere le mie ragioni è perché fa parte del mio carattere, ma senza alcuna volontà di offendere, men che meno i cattolici. Ho rispetto di chi la pensa diversamente da me e non ritengo che la rappresentanza politica debba essere chiusa dentro contenitori che incarnano il pensiero unico, sotto il vessillo delle radici, della cultura, dell’idea predominante. Sono stato eletto nella lista “Liberamente per Arce” con le mie idee religiose e politiche. I miei compagni di lista, compreso il sindaco, le conoscevano. I cittadini le conoscevano. Probabilmente hanno ritenuto che anche qualche “nota fuori dal coro” fosse necessaria. Il consenso popolare è un concetto – ha concluso – valido sempre o il consigliere Petrucci ritiene che il consenso “buono” sia solo quello suo e del Pdl, mentre quello degli altri sia espressione di chi non ha nemmeno la dignità di essere rappresentato?».

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