‘Niente spazi per i ragazzi’ – Attualmente è utilizzabile soltanto la sala del vecchio centro giovanile. Con l’arrivo del maltempo urge reperire nuove aree al coperto

ARCE – E’ emergenza spazi aggregativi.
Il paese non offre luoghi da destinare alle attività per bambini, ragazzi e giovani.
La denuncia arriva dagli operatori dell’oratorio parrocchiale di Arce che, ormai da anni, si vedono costretti a svolgere le iniziative destinate agli alunni delle scuole elementari e medie in piazza, all’aperto.
L’arrivo del freddo ripropone un problema vecchio e mai risolto. Dove far ritrovare i ragazzi del paese? Un luogo capace di ospitare iniziative che coinvolgono più di cinquanta giovani, con spazi adeguati per attività ludiche, corsi di musica, ballo, recitazione e laboratori creativi, sembra proprio non esserci.
La parrocchia ha ristrutturato, senza non poche difficoltà economiche, il vecchio centro giovanile. Le dimensioni della sala però, consentono solo attività d’incontro o riunioni con un numero limitato di partecipanti. Altre strutture idonee non ce ne sono. I locali dell’Istituto Comprensivo, dopo l’emergenza derivata dall’inagibilità di alcuni edifici, sono praticamente tutti utilizzati ai fini didattici. Il parroco don Ruggero Martini si era detto, provocatoriamente, pronto ad ospitare le attività dell’oratorio dentro la chiesa dei santi apostoli Pietro e Paolo.
In realtà il problema dovrebbe essere affrontato in maniera definitiva. La mancanza di spazi, e non solo per le attività che riguardano la parrocchia, dovrebbero essere al centro dell’agenda politica del paese. E’ vero che strutture del genere non si creano dall’oggi al domani. Ma è anche vero è forse l’aspetto più preoccupante, che ad oggi non sono state ancora individuate soluzioni di alcun genere. E’ naturale che il pensiero corra alle centinaia di metri quadrati non utilizzati (o meglio in parte utilizzati) dell’ex mercato coperto. A quello che saranno le sorti del palazzo di vetro o ancora, a quei palazzi lasciati da oltre trent’anni incompiuti nel centro storico di Arce che, probabilmente, con un po’ più di coraggio e determinazione potrebbero rappresentare una soluzione.
 

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