Omicidio Mollicone: caso ancora aperto? – Nei giorni scorsi il legale della famiglia si sarebbe opposto all’istanza

ARCE – «Io non mi fermerò mai».
Sono parole che risuonano profetiche quelle pronunciate circa sei mesi fa da Guglielmo Mollicone, padre della studentessa uccisa e trovata cadavere nel boschetto di Fontecupa il 1° giugno 2001. Una frase che non sarebbe caduta nel vuoto se trovasse riscontro l’indiscrezione trapelata nelle ultime ore da fonti interne alla Procura della Repubblica di Cassino. In particolare, si tratterebbe dell’opposizione all’istanza di archiviazione del caso, avanzata dal Pubblico Ministero. A richiederla il legale della famiglia Mollicone.
La notizia aveva lasciato basito lo stesso Guglielmo, che aveva commentato: «In questi ultimi mesi ho notato che le indagini hanno avuto un brusco rallentamento – aveva dichiarato il papà di Serena -. Dall’ultima volta che sono stato sentito mi sembra che tutto sia rimasto fermo. Sono convinto che siano venuti alla luce particolari importantissimi tali da poter far sperare in una svolta. Ora, forse, è mancato il coraggio di andare oltre: stavolta – aveva ripreso – non mi fermerò di fronte a nulla. Serena è stata uccisa qui ad Arce, a seguito di un litigio ha perso i sensi, ma poteva essere salvata. Invece qualcuno ha pensato di occultare quanto stava accadendo e, anziché soccorrerla, l’ha uccisa».
Nei giorni scorsi dalle parole si sarebbe passati ai fatti.
Al momento, però, sulla notizia vige il più stretto riserbo.

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