Pendolari, cinque comuni in rivolta – Arce, Rocca d’Arce, Colfelice, Fontana Liri e Santopadre

Nuovi orari per il trasporto urbano, pendolari in rivolta. La nuova organizzazione oraria delle corse effettuata dal Consorzio Trasporti Comunali non è ancora entrata in vigore, ma già suscita numerose polemiche. Da domani, 15 settembre, infatti, in concomitanza della riapertura delle scuole, nei comuni di Arce, Rocca d’Arce, Colfelice, Fontana Liri e Santopadre (tutti enti aderenti al consorzio) entrerà in vigore la rimodulazione oraria delle linee. Seconda il comitato “Pendolari Arce”, sono state tagliate le corse, sia al mattino che alla sera, che servivano la stazione d’Isoletta, generando grossi disagi per chi ne fruiva. «Abbiamo appreso – ci dicono i referenti del comitato – che da domani entreranno in vigore i nuovi orari che prevedono la soppressione di alcune corse. Pur comprendono la necessità di contenere la spesa in tempi di spending review – hanno aggiunto – quello che ci lascia stupiti è il modo in cui sono stati operati questi tagli. E’ incomprensibile infatti che sono state tolte le corse principali, più produttive e con utenza maggiore, mentre non sono state toccate quelle che, quasi sempre, viaggiano a vuoto». Secondo la denuncia dei lavoratori, il Consorzio, nel pianificare il nuovo assetto non avrebbe tenuto conto della logica di coordinamento tra i trasporti pubblici. Non solo, sarebbe soppressa la corsa delle 5.10, l’unica che permetteva ai pendolari diretti a Roma, che tra l’altro sono la maggior parte, di arrivare in tempo utile sul posto di lavoro, cosi come sarebbero state tolte le corse prima e dopo le ore 18 che consentivano il ritorno a casa. «Così facendo – riprendono i responsabili – viene meno la logica dell’esistenza di un servizio del genere che comunque costa, alla Regione ed indirettamente ai cittadini, diversi milioni di euro l’anno. Per questo abbiamo inviato una lettera al presidente del consorzio e a tutti i sindaci dei comuni aderenti, con la quale chiediamo l’immediata revisione dei nuovi orari. Riteniamo che si possa intervenire senza un incremento delle corse, ma solamente ottimizzando le stesse». Le somme trasferite dalla Regione Lazio ai comuni consorziati per il trasporto pubblico locale, per l’anno 2014, ammontano a ben 60 milioni di euro. Cifra che sarebbe stata tagliata rispetto al 2013 di circa il 14% e che avrebbe dato luogo alla rimodulazione del piano con la sospensione di alcune corse e, in alcuni periodi, di tutto il servizio. E pensare che il Lazio con un costo totale di oltre un miliardo e 600 mila euro, ha la più alta spesa per il Tpl a livello nazionale.

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