Pozzo chiuso nel paese senz’acqua – La denuncia: ‘Non è stato mai collegato alla rete idrica’

Che fine ha fatto il pozzo di località Giardini? A chiederlo a gran voce è l’ex consigliere comunale Marcello Marzilli, oggi esponente del comitato civico “Noi con Salvini – Arce”. «Buona parte di Arce – dichiara Marzilli – è senz’acqua potabile. Questa mattina mi è capitato di raccogliere le proteste di chi vive, in modo drammatico, la carenza del prezioso liquido. Dove ci sono bambini, anziani, persone che lottano con i problemi tutto è più difficile». Ma quale è la reazione del Comune di Arce? «Stando a quello che mi viene detto – prosegue l’ex assessore – praticamente nessuna. Forse è il caso di ricordare però, che nel 2008, quando ancora Arce era amministrata, si impose ad Acea di scavare un pozzo in località sant’Antonio, dietro la chiesa di Sant’Agostino, per alimentare il paese. Quel pozzo, per quanto è dato sapere, non è mai stato collegato alla rete idrica e rimane chiuso. Da quella data, sono sei anni che al Comune c’è la giunta Simonelli che a quanto pare non è interessata ai problemi principali che vivono i cittadini. Se il pozzo fosse attivato, infatti, avrebbe alleviato la gran parte della sete di Arce». Perché questo non è stato fatto? «Perché il Comune di Arce – spiega Marzilli – non ordina all’azienda idrica di attivare il pozzo e non impegna poche migliaia di euro per realizzare la linea di collegamento tra il pozzo e la rete portante di Acea? Basterebbero poche migliaia di euro. Magari l’amministrazione Simonelli li potrebbe rimediare non dando più incarichi legali per fare inutili cause al Tar, dove poi soccombe e viene pure condannato a pagare le spese di giudizio. Io direi – ha concluso Marzilli – che gli arcesi vengono prima di tutto».

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