Protesta davanti alla scuola chiusa – I genitori: la situazione doveva essere affrontata per tempo e non all’ultimo minuto

ARCE – Scuole chiuse tra disagi e proteste.
Primo giorno di scuola per i soli alunni della secondaria di primo grado. Tutti gli altri a casa, fino a nuove disposizioni: L’anno scolastico parte tutto in salita per l’Istituto Comprensivo “Giovanni Paolo II – Il Grande” di Arce. Le verifiche sulla sicurezza degli edifici scolastici stanno mettendo in crisi l’intero sistema scolastico del paese. Davanti alle scuole elementari, con tanto di zaino in spalla, arrivano anche una quindicina di alunni che, probabilmente, non sono stati raggiunti dal tam-tam telefonico avviato l’altro ieri dagli uffici dell’Istituto. Le facce incredule di fronte a quel cancello sbarrato, sono presto sostituite da una serie di capannelli di genitori che, forse inutilmente, cercano una soluzione, un’iniziativa da intraprendere, affinché i propri figli tornino sui banchi di scuola. «Mi vergogno di essere cittadina di questo paese». Dice rassegnata una mamma. «Ci hanno trattato come delle visionarie – ha detto un’altra -. Hanno detto che le nostre erano delle preoccupazioni eccessive ed immotivate. Poi a distanza di pochi mesi siamo ridotti così, con i nostri figli a casa e con un futuro del tutto incerto». «Non si può arrivare al primo giorno di scuola – ha detto un altro genitore – per fare un provvedimento di chiusura. A me – ha aggiunto l’uomo – non interessa di che colore è chi ci amministra, ma credo che qui ci sia una grossa presa in giro. Quanto sta accadendo è stato per anni motivo di contestazione. Oggi tutti fanno finta di nulla». «Bisogna individuare subito una soluzione alternativa per le classi delle elementari. – Fa notare un signore -. Qui si rischia di arrivare mercoledì prossimo di ritrovarci nella stessa situazione. L’amministrazione – ha tuonato – cerchi ora soluzioni alternative, non basta fare delle ordinanze. Vanno affrontate anche le conseguenze». Davanti alle scuole sono presenti i consiglieri d’opposizione Gianni Nardone e Sara Petrucci.
E intanto è partita la sottoscrizione per la formazione di un comitato spontaneo di genitori che intende monitorare quello che sta succedendo e sollecitare le istituzioni ad essere solerti. Nel frattempo le indagini tecniche proseguono a ritmo serrato, nella speranza che presto tutto, o quasi, possa rientrare.

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