R. Casamari – Arce 0-3 – Finalmente, le conferme che aspettavamo si stanno materializzando, ora l’Arce ha un organico con precisi punti fermi intorno ai quali mister Ciardi può lavorare con una certa tranquillità. Sia chiaro che il cammino è ancora lungo e difficile, raggiungere la quota salvezza comporterà un duro lavoro intorno alla squadra nell’amalgama dei vari reparti

R. Casamari: Genovesi, Pagliaroli, Ruggero, Campioni (65° Capoccetta), Fontana, Capogna, Micheli, Caringi (68°Scaccia), Giancola, Gratis (59° Cestra), Bellardini. A disp.: Gentili, Capoccetta, Cocco, Recchia, Cesrta, Scaccia, Incitti. All. sig. Di Rienzo.

Arce: Leonetta, Della Bona (65° Bottoni), Parisi, Iori, Fiorentini, Massari A. (K), De Angelis, Colella (81° Neri), Laviola, Corsetti (61° Capobianco), Valev. A disp.: Pesce, Capobianco, Neri, Guida, Massri C., Bottoni, Tasciotti. All. sig. Ciardi.

Marcatori: De Angelis, Corsetti, Laviola.
Ammoniti: (R. Casamari)-Campioni, Capogna,Giancola – (Arce) Massari, Colella, Bottoni
Dirett. Di gara: De Marco (Apr.), 1°ass. Caputo (Apr.), 2° Ass. Madeddu (Lat.)

CASAMARI – E’ vero che l’avversario di oggi era quantomeno alla portata, ma sicuramente da non sottovalutare e l’Arce non lo ha fatto, ha da subito imposto il proprio gioco con Laviola e Corsetti ad interscambiarsi all’altezza dell’area avversaria creandosi spazi a vicenda. Infatti la prima marcatura avviene proprio ad opera  di uno scambio veloce tra loro due a liberare l’accorrente De Angelis  dalla sinistra evita l’uscita di Genovesi e mette dentro a porta vuota per il vantaggio dell’Arce, è il 3° minuto di gioco. Come detto, la marcatura è dell’ormai sempre più cosciente dei propri mezzi, De Angelis, che copre  la sua fascia destra con autorità creando occasioni ghiotte per il reparto avanzato centrale, dalla parte opposta c’è la garanzia Valev che ormai eroga in modo costante prestazioni di alto livello, l’orchestra insomma, comincia a far sentire quella musica che avremmo voluto sentire prima.
I padroni di casa, anche se guidati da Giancola e Bellardini, punte di tutto rispetto e forse non forti dell’appoggio del mega squalificato Strangolagalli, nulla possono contro i dialoghi veloci creati dal bravo Parisi e Della Bona sulle due estremità arretrate per i rispettivi reparti e le belle suonate di Colella mettono Corsetti sempre in ottime posizioni per l’affondo. E’ proprio lui che al 18° sfodera una delle sue lezioni di alta classe calcistica, riceve da Colella in zona tre-quarti centrale, si fa spazio e da 25 metri circa batte verso il sette opposto alla posizione dell’incredulo portiere del Casamari  che raccoglie il pallone alle sue spalle per il raddoppio dell’Arce. Lo sbando dei padroni di casa potrebbe far arrotondare il punteggio con ancora Corsetti che su punizione va sfiorare la traversa al 40°, solo al 44° si fanno vedere i locali con il n. 4 Campioni che dopo una punizione dal vertice destra dell’area Arcese riprende dalla parte opposta da breve distanza, ma batte fuori.
La seconda metà della gara vede il R. Casamari disporsi in campo con la linea difensiva all’altezza del centro campo, mister Di Rienzo tenta il tutto per tutto, e per un quarto d’ora circa la pressione è asfissiante, i bianco-azzurri premono da tutte posizioni con occasioni forse sciupate al 65° ed al 75° da Micheli e Scaccia, l’Arce accusa il colpo. La mossa di mister Ciardi è di mandare a riposare Corsetti che aveva speso forse troppo su un terreno simile a quello della scorsa domenica, fango da ghiaccio sciolto, riequilibra i ranghi con Capobianco a sostenere il reparto arretrato e Bottoni a rendere più efficacie l’azione sulla fascia destra, le sfuriate dei locali si fanno più contenute. Al  78°,su un bel dialogo proprio Bottoni-Valev, quest’ultimo si incunea solitario in area di rigore, al n. 3 Ruggero non rimane altro che l’affronto da tergo, rigore netto, va Laviola dal dischetto e per Genovesi non c’è scampo, palla dalla parte opposta del suo movimento per il tre a zero. L’ultimo quarto d’ora non dice più nulla, lo scarto è troppo elevato per tentare una qualsiasi reazione, c’è spazio solo per qualche parola di troppo  che surriscalda un po’ gli animi che dopo il triplice fischio fa alzare qualche braccio subito sedato dal pronto intervento dei dirigenti presenti.

 

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