Riserva, nomina fai-da-te – Il commissario Bortone ha chiamato i carabinieri: ‘E’ una carnevalata’

ARCE – Riserva Naturale nel caos.
I sindaci di Arce e Ceprano, con il presidente della XV Comunità Montana si autoconvocano in assemblea nominando nuovo presidente e Cda.
«Si tratta di una carnevalata» il commento lapidario del commissario Giorgio Bortone. Mattinata frenetica nella sede dell’azienda speciale d’Isoletta. Il sindaco di Arce Roberto Simonelli, quello di Ceprano Renato Russo e il presidente della XV Comunità Montana Dino Giovannone si sono ritrovati ieri mattina a palazzo Rescigni per dar seguito alla seconda seduta della loro stessa convocazione. I rappresentanti legali dei tre enti, nonostante la diffida a riunirsi in assemblea fatta notificare dal commissario straordinario, hanno tirato dritto per la loro strada nominando da soli il nuovo esecutivo. Secondo il verbale stilato, il nuovo presidente sarebbe Giovanni Simonelli, imprenditore di Arce, ex presidente del circolo ambientale di An e persona molto vicina al vicesindaco Lucio Simonelli. Nel consiglio di amministrazione, Ceprano ha espresso tre membri (Roberto Gemma, Vincenzo D’Ippoliti, Giuseppe Lombardi), la Comunità Montana “Valle del Liri” due (Giampaolo Palma e Nilla Bove) e Arce uno (Riccardo Villani) oltre al presidente. Gli altri enti (comuni di San Giovanni Incarico e Falvaterra, Comunità montana dei Monti Ausoni e Provincia) che non hanno partecipato alla riunione, rimarrebbero fuori dal Cda. Durante la riunione si sono susseguiti diversi momenti di concitazione. In particolar modo all’interno della sala sono arrivati i carabinieri fatti intervenire dal commissario Bortone. Gli uomini dell’arma avrebbero identificato tutti i presenti e chiesto spiegazioni su quanto stava accadendo. Il sindaco di Arce avrebbe detto che i tre enti avevano richiesto la convocazione dell’assemblea e che gli stessi, in forza delle quote statutarie, rappresentavano la maggioranza dell’azienda consortile. Il verbale della seduta, con tutte le motivazioni del gesto, sarebbe stato trasmesso al presidente della Provincia per gli opportuni provvedimenti.
«Si tratta – ha detto Bortone -  di una farsa senza fondamento giuridico. L’articolo 9 dello statuto prevede espressamente che debba convocare l’assemblea e con quali modalità. E’ stata una carnevalata politica di pessimo gusto che non rende onore a che se n’è fatto promotore. Per quanto mi riguarda – ha concluso Bortone – continuerò a svolgere in piena tranquillità il mio ruolo di commissario nell’interesse dei cittadini».
Simonelli, Russo e Giovannone, dal canto loro, avrebbero motivato la forzatura con la necessità di ristabilire gli organi sociali dell’azienda da troppo tempo bistrattati e per i quali si sarebbe dovuto adoperare il commissario.

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