Rivoluzione negli Uffici – Il consigliere Marzilli: scelte arbitrarie e punitive per alcuni della “lista nera”

ARCE – Pubblicata la delibera relativa alla riorganizzazione degli uffici e dei servizi, divampa la polemica. E’ datato 4 aprile l’atto della giunta municipale n.59, ma è stato pubblicato nell’albo pretorio on line del Comune soltanto nella tarda mattinata di lunedì scorso.
Si tratta della tanto attesa deliberazione che di fatto ridisegna le competenze dei servizi municipali spostando numerosi dipendenti da un ufficio all’altro. Una mini rivoluzione che ora richiederà un tempo di assestamento per quei lavoratori che di punto in bianco si sono visti cambiare il lavoro che svolgevano da anni. C’è il rischio concreto che tutta la macchina amministrativa ne risenta pesantemente, anche perché sullo sfondo del provvedimento, nonostante le rassicurazioni preventive del primo cittadino, c’è il convincimento che questi spostamenti siano stati studiati per penalizzare alcuni dipendenti considerati poco vicini all’attuale amministrazione. Di questa possibilità ne è fermamente convinto il consigliere d’opposizione Marcello Marzilli che preannuncia iniziative eclatanti.
«Dipendenti comunali spostati a capriccio della Giunta – scrive Marzilli in un comunicato – senza contrattazione e, soprattutto, senza rispettare principi di equità e di valorizzazione delle professionalità. Una delibera – prosegue ancora – che lascia trasparire un chiaro intento di penalizzare alcuni, salvaguardando altri. Lo spostamento, infatti, riguarda solo certi dipendenti. Forse quelli inseriti nella famosa “lista dei cattivi” di cui qualche accostato della Amministrazione, sparla in piazza. In questi ultimi venti giorni – fa notare ancora Marzilli – abbiamo assistito ad una sequela di atti che possono, a dir poco, essere definiti creativi, non trovando fondamento in alcuna norma e prassi e finanche eversivi perché hanno spogliato il Consiglio comunale di una sua competenza specifica, in tema di stipula delle Convenzioni tra Enti. E comunque anche questa Delibera della Giunta dovrà essere revocata. Non mi pare che, nel formulare la deliberazione, si siano richiamati al D.lgs. 150/2009 che disciplina la materia della ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico. Non mi pare che la delibera di riorganizzazione sia stata preceduta da una propedeutica formulazione dei criteri generali di organizzazione degli Uffici e dei Servizi del Comune. Tutto è stato deciso arbitrariamente dal “cerchio magico” e applicato ai dipendenti del Comune di Arce. Arbitrio e arroganza amministrativa, dunque, che sicuramente saranno contestati dalle Organizzazioni Sindacali territoriali, le quali non sono state consultate per le previste procedure di confronto e di relazione sindacale. La madre di tutti gli abusi perpetrati con questa delibera di Giunta è aver inquadrato il Ragioniere Capo del Comune di Arce, vincitrice di un concorso pubblico, presso l’Ufficio Anagrafe, dove non esiste il livello apicale di cui la stessa è titolare, D5. Un nuovo inquadramento che si è trasformato, per la Ragioniera, in un vero e proprio demansionamento. Un fatto grave ed inaudito per un Comune ove dovrebbe vigere la signoria del diritto. L’opposizione – ha concluso Marcello Marzilli – su questa Delibera, come al solito, si attiverà in tutte le sedi democratiche a difesa dei dipendenti mortificati e puniti».
 

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