‘Scandalo Caritas’, tutti assolti – Si tratta di Antonio Fraioli, Maria Lucia Natatori e don Sacchetti

ARCE – Caritas, tutti assolti per non aver commesso il fatto.
Nel tardo pomeriggio di ieri è arrivata la sentenza del Tribunale di Cassino che mette la parola fine a quello che era stato definito lo scandalo Caritas di Arce.
Don Antonio Sacchetti, all’epoca dei fatti parroco di Arce, Maria Lucia Natatori, imprenditrice e moglie dell’allora vice sindaco Sisto Colantonio e Antonio Fraioli ex presidente della commissione Caritas parrocchiale, sono stati prosciolti dalle accuse di truffa e favoreggiamento ai danni della Comunità Europea per non aver commesso il fatto.
La vicenda risale al marzo 2005 quando sarebbero stati riscontrati degli usi impropri di aiuti di alimentari destinati alle famiglie ingenti del paese gestiti tramite la locale associazione caritatevole. Il fatto destò parecchio clamore, tanto da finire anche sulla cronaca nazionale. Per mesi non si parlò d’altro e, nonostante che gli accusati si definirono da subito estranei ai fatti, gli strascichi sulla vicenda sono arrivati fino all’ultima campagna elettorale. Il coinvolgimento della consorte dell’allora vice sindaco, oggi consigliere comunale d’opposizione, ha catalizzato in più occasioni e circostanze il dibattito politico. Il giudice monocratico dottoressa Perna ha ritenuto di accogliere la proposta del Pubblico Ministero che aveva chiesto l’assoluzione con formula piena.
Soddisfazione da parte dei legali della difesa Romano Misserville e Francesco Germani.
“La morsa – ha dichiarato soddisfatto Antonio Fraioli dopo aver ascoltato il dispositivo – si stringe nei confronti di coloro che hanno gettato discredito nei miei confronti anche in assemblee pubbliche, ma la verità emerge sempre. Ringrazio – ha concluso – i legali, il Pubblico Ministero e il Giudice che sapientemente ha posto fine alle tante falsità adombrate nei confronti in questi lunghi cinque anni.
“Abbiamo avuto sempre fiducia nella magistratura – ha detto invece Maria Lucia Natatori – e oggi, questa sentenza, conferma la nostra estraneità ai fatti. La soddisfazione è ancora più grande se pensiamo a quanti hanno voluto strumentalizzare questa vicenda per questioni politiche. La giustizia – ha concluso l’imprenditrice – trionfa sempre, nonostante le falsità addebitate alla mia famiglia e in particolare a mio marito che è comunque risultato in assoluto il consigliere comunale più votato di Arce”.

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