Scuola dell’Infanzia appena inaugurata. Bufera sui costi – Un’opera travagliata al centro di aspre e dure polemiche. Le domande, i costi, il parallelo con Campoli

Nuova scuola, quanto mi costi?
Tempo di bilanci in paese dopo l’entrata in funzione della nuova scuola dell’infanzia e del micro asilo nido che, salvo ulteriori rinvii, dovrebbe aprire nella seconda metà del mese di ottobre. La realizzazione del nuovo edificio è stata a dir poco travagliata e oggetto di aspre polemiche politiche che hanno caratterizzato l’ultima campagna elettorale. Ora che la scuola è in funzione ed è anche lo scontro amministrativo ha segnato il passo, è possibile fare un’analisi più serena su quest’opera.
Le domande
Quant’è costata? Come è stata realizzata? E, soprattutto, chi l’ha pagata? La prima certezza è data proprio da quest’ultimo aspetto. Il plesso è gravato completamente sulle casse comunali, senza l’accensione di mutui e quindi, si può dire, è stato pagato attraverso i tributi locali grazie ad una consistenza di cassa. Il comune aveva la possibilità di fruire di una serie di finanziamenti ricevuti e rimodulati dalla Regione Lazio, ma le lungaggini sulla costruzione hanno determinato la perenzione dei fondi. Il lavoro di realizzazione sono durati complessivamente quasi cinque anni, periodo in cui gli alunni sono stati sistemati in dei prefabbricati acquistati grazie ad un intervento della Protezione Civile nazionale. La vera spina del fianco dell’opera, però, è legata ai costi.
I costi
Difficile ancora fare una stima precisa, in quanto l’appalto originario è stato rideterminato in corso di costruzione e il completamento, nonostante il capitolato prevedesse una soluzione chiavi in mano, sia costato altre decine di migliaia di euro. Il costo complessivo dell’edificio, però, ha superato abbondantemente il milione di euro ed in corso d’opera ha perso diverse caratteristiche qualificanti, tra le quali vale la pena di ricordare: la realizzazione di una palestra come opera aggiuntiva determinante nell’aggiudicazione della gara d’appalto; la perdita dei famosi dissuasori sismici, passati da vanto di sicurezza a dotazione superflua; per arrivare alla scomparsa del legno lamellare sostituito dall’acciaio. Insomma l’amministrazione comunale ha puntato tutto sul completamento di questa struttura chiudendo un occhio, o forse due, su tutto il resto.
Il parallelo con Campoli
Non a caso, infatti, appena qualche giorno fa, a Campoli Appennino è stata inaugurata una scuola gemella a quella di Arce che prende spunto anch’essa dal progetto realizzato da Giulia Carnevale, studentessa deceduta nel terremoto dell’Aquila nell’aprile del 2009. Ebbene, questo edificio è costato circa 780mila euro, si sviluppa su due piani ed è quasi il doppio di superficie utile rispetto a quello di Arce. Elemento non trascurabile, il comune di Campoli è intervenuto nell’opera con circa 100mila euro.

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