‘Scuole chiuse, ci dicano cosa dobbiamo fare!’ – E’ la domanda fatta alle istituzioni locali

ARCE – «Diteci cosa avete intenzione di fare!». E’ questa, in sintesi, il senso della missiva inviata ieri mattina dal dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo “Giovanni Paolo II – Il Grande”, Rita Cavallo, al sindaco di Arce Roberto Simonelli, all’assessore alla pubblica istruzione Lucio Simonelli, per conoscenza al Prefetto di Frosinone Piero Cesari e al presidente del consiglio d’istituto Marialuisa Lancia. Nella lettera si chiede di conoscere quali siano le azioni che l’amministrazione comunale intende adottare per garantire il diritto allo studio degli alunni delle scuole elementari. Una richiesta che arriva a due giorni scolastici dalla scadenza dell’ordinanza sindacale numero 33, con la quale si è disposto, per sei giorni, la non fruibilità dell’immobile di via Marconi adibito ad attività di scuola primaria. L’intervento della preside, non essendoci stati, per quanto è dato sapere, fatti nuovi, giunge come un chiaro monito. Qualcosa, probabilmente, si sta incrinando anche tra i rapporti dell’istituzione scolastica e la nuova amministrazione. Il sindaco aveva infatti rimandato ogni decisione a domani, quando, sarebbero arrivati i risultati completi delle prove tecniche. L’anticipo della dottoressa Cavallo, perfettamente a conoscenza del fatto che i rilievi sono in corso d’opera, lascia spazio a diverse interpretazioni. La prima, che il dirigente non vuole trovarsi impreparata a gestire la stessa situazione che si è verificata mercoledì scorso. In quella occasione la scuola ha ricevuto, a poche ore dalla chiusura degli uffici, un fax dal comune di Arce nel quale il sindaco chiedeva il rinvio dell’inizio dell’anno scolastico, senza però avere emesso ancora nessuna ordinanza a monte. In questo modo la dottoressa Cavallo ha dovuto assumersi in prima persona la decisione di far rimanere chiusa la scuola, facendo partire le telefonate verso i genitori rappresentanti di classe che, a loro volta, avrebbero dovuto avvisare tutte le famiglie degli alunni interessati. Una seconda interpretazione, invece, potrebbe venire proprio dalle prove di carico finora prodotte. Ammesso che i risultati non siano quelli sperati, bisogna prepararsi al peggio ed essere pronti all’eventualità che la scuola non possa essere riaperta. Ulteriori rinvii, senza prospettare soluzione, non sembra siano più praticabili.

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