Scuole chiuse tra proteste e difese –

ARCE – «L’amministrazione comunale carente nella comunicazione e nel dialogo con l’istituzione scolastica». E’ il commento del consigliere comunale Marcello Marzilli al margine della chiusura provvisoria dell’edificio delle scuole elementari del paese. «Non si ha memoria – ha detto Marzilli – nella storia della Istituzione scolastica di Arce, di un accadimento simile. Sebbene siano comprensibili le difficoltà dell’amministrazione Simonelli, credo che si sarebbe potuto evitare lo stop dell’inizio dell’anno scolastico. Sapevamo che la scuola dell’infanzia sarebbe stata chiusa, ma nessuno aveva mai parlato della possibilità dello slittamento dell’inizio dell’anno scolastico per la scuola elementare. Penso che qualcuno dovrà chiedere scusa alle famiglie e agli studenti che dovranno ora fronteggiare anche questa emergenza. Spero che prevalga il buon senso e che l’amministrazione comunale di Arce inizi a considerare che dei servizi fruiscono le persone e che quindi è necessario abbandonare i tecnicismi burocratici che portano all’adozione di provvedimenti che più di mettere “in sicurezza le scuole”, mettono al sicuro gli amministratori, senza dare alla gente le risposte a cui hanno diritto». «Si pensi subito a soluzioni alternative» ha detto invece in un comunicato Gianni Nardone. «Se è necessario si comincino a prospettare soluzioni straordinarie per assicurare la corretta apertura dell’anno scolastico. Si può pensare, eventualmente, anche ad affittare qualche plesso in possesso degli appositi certificati di stabilità e agibilità, in cui trasferire temporaneamente le scolaresche. A tale proposito – ha concluso il consigliere – proporrò agli altri colleghi della minoranza di richiedere un consiglio comunale aperto, per discutere e realizzare proposte risolutorie alla questione». Dalla maggioranza arriva anche il duro monito dell’assessore Vincenzo Colantonio che, in una nota su Facebook, ha criticato i genitori che hanno protestato per la chiusura dell’edificio, non risparmiando neanche il ruolo di alcuni insegnanti. «Forse a queste persone – ha scritto Colantonio – bisognerebbe spiegare che la scuola è stata istituita allo scopo di educare i giovani per consentire loro di entrare con  la migliore preparazione possibile nella società e non per dare qualche ora d’aria ai genitori. Ascoltare certe considerazioni – ha ripreso – fa male e dovrebbe farlo soprattutto agli operatori scolastici che, tutti, a parole, parlano di programmi, metodi d’insegnamento, scuola di qualità, e poi, per fortuna non tutti, danno la sponda a ragionamenti che rappresentano la degradazione della nostra società: nessuno di loro – ha concluso l’assessore – a differenza dei genitori, ha mai sollevato il problema della sicurezza degli edifici scolastici».

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