Serena, altri sei mesi di buio – In diretta da Canale 5 il padre della vittima annuncia un’ipotesi inquietante

Proroga d’indagine di ulteriori sei mesi per il caso Mollicone.
A firmare l’istanza finita nelle stanze del Gip di Cassino, da dove si attende nei prossimi 15 giorni l’arrivo di una risposta, il titolare dell’attività inquirente sul giallo di Arce: il procuratore capo Mario Mercone. Se il Gip Lanna dovesse acconsentire alla proroga, l’attività di accertamento per far luce sull’identità dell’assassino (o gli assassini) di Serena farebbe slittare la chiusura delle indagini (fissata ora al 20 settembre) fino al mese di marzo. Un tempo sufficiente, ora che a parlare sono le nuove tracce rinvenute sugli abiti della studentessa e sul nastro adesivo, per dar fondo ad ogni approfondimento. Proprio ora che i risultati delle analisi sui profili genetici e sulle impronte digitali prelevati sui sei indagati starebbero per suggellare una importante verità e suggerire nuovi orizzonti.
«Le tracce dei sei indagati sono negative» ha confermato ieri il procuratore Mercone, dopo rivelazioni e contraddizioni mediatiche. «Il 14 è fissata la consegna della relazione dei Ris – ha continuato il dottor Mercone -. E’ plausibile pensare ad un nuovo capitolo dell’indagine».
Nulla è concluso, nulla è definitivo: nessuna archiviazione, né condanna. L’attività laboriosa del titolare dell’inchiesta, in perfetta sintonia con il Raggruppamento Investigazioni scientifiche di Roma ed il Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando dei Carabinieri di Frosinone potrebbero estendere la comparazione delle nuove prove (le tracce del dna e quelle dattiloscopiche) anche a persone ora ‘fuori dai giochi’ che frequentavano gli stessi ambienti di Serena. Oppure, come ipotizzato da papà Guglielmo che ieri ha preso parte alla trasmissione “Pomeriggio Cinque”, anche a persone vicine agli indagati. Mentre si attende l’ufficialità delle perizie nessuna ipotesi viene tralasciata. Anzi, nelle pieghe del giallo di Arce, ad 11 anni dalla morte di Serena, Guglielmo Mollicone ne lancia una nuova ed inquietante dagli studi Mediaset.
«Attendo innanzitutto che venga depositata il 14 la perizia dei Ris per analizzarla e commentarla visto che ancora oggi c’è una attività in corso e nessuno può dire che gli indagati siano stati scagionati né che siano colpevoli – ha premesso Guglielmo in diretta da Roma -. Occorre poi attendere l’importante perizia sui licheni rinvenuti sulla maglia di Serena. Ora oltre ai sei indagati, credo che la Procura allargherà il raggio d’azione indirizzando i riscontri i riscontri anche agli amici degli indagati – ha poi incalzato il padre della studentessa – visto che sul corpo di Serena son sono state rinvenute tantissime impronte che ancora non sono finite agli atti. Nei giorni scorsi ho poi appreso una notizia abbastanza inquietante: nell’appartamento dove credo sia stata uccisa Serena c’è una macchia per terra, molto ampia. Chi l’ha abitato avrebbe detto che c’era Coca Cola caduta per terra – ha continuato Guglielmo ai microfoni di Pomeriggio Cinque – ma la Coca Cola non si pulisce con l’acido. Bisogna scavare sotto quelle mattonelle per scoprire la verità: proprio lì sotto potrebbero essere i resti del sangue di Serena. Per questo lo voglio fortemente».
 

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