Serena, rabbia e incredulità – Garofano ad Adn Kronos: analisi ancora in corso. Presto le conclusioni. Papà Guglielmo: aspettiamo la consegna dei risultati: fino a quel momento resterò delle mie convinzioni. I Ris porteranno la relazione in Procura entro il 14

ARCE – Il paese torna nel buio.
Le indiscrezioni sull’esito, ancora tutto parziale, delle comparazioni del Dna e delle impronte digitali rilevate sui sei indagati per l’omicidio di Serena Mollicone, hanno colto di sorpresa l’intera comunità arcese.
C’è rabbia ed incredulità per come questo nuovo filone investigativo potrebbe concludersi anche se, al momento, manca ogni ufficialità sull’esito.
Da un lato le speranze che vanno infrangendosi, dopo mesi e mesi di piccoli e nuovi elementi che lasciavano ben pensare che molto presto si potesse arrivare a dare un volto all’assassino della giovane studentessa di Arce. Dall’altro l’enorme amarezza che si prova, dopo ben undici anni, a dover constatare, se venissero confermate le indiscrezioni trapelate, l’insuccesso o addirittura l’impossibilità della giustizia a individuare e punire i colpevoli di questo efferato delitto. Molti i commenti che ieri si sono rincorsi anche sul web.
«Adesso – afferma con duro sarcasmo Maurizio – spunterà l’ipotesi che si è trattato di un suicidio. Tutto è possibile in questa vicenda».
Ed ancora.
«Sempre più disgustata, sempre più nauseata, sempre più amareggiata – dice un’altra signora – di far parte di questo ordinamento».
«Ho la sensazione – dice Rocco – che qualcuno ci abbia voluto rabbonire in tutti questi anni per non ammettere gli errori, chiamiamoli così, commessi nelle indagini».
Anche sui social network si susseguono i commenti sulle indiscrezioni riprese dai principali media nazionali.
«Quando ti dicono – scrive una giovane – dopo 11 anni di attesa, di speranza, di dolore ma soprattutto di rabbia che le indagini sull’omicidio di Serena sono tutte da rifare, beh allora ti rendi conto che la giustizia fa sempre più schifo. Un assassino – ha concluso – è a piede libero dopo aver ucciso una ragazza di 18 anni. Vergognatevi, sono indignata!».
Reazioni forti, che non si sono attenuate nemmeno dopo le dichiarazioni di Luciano Garofano, ex comandante del Ris di Parma e consulente di parte della famiglia Mollicone, riportate ieri dall’agenzia di stampa Adn Kronos.
«Le analisi – dice Garofano – sono ancora in corso e non sono ultimate. Dunque è presto per tirare le conclusioni, sia in un senso che in un altro».
Anche il criminologo e direttore di Cescrin, Carmelo Lavorino, ha fatto sapere che in tutta questa vicenda, al momento, l’unica certezza è che bisogna attendere i risultati definitivi degli accertamenti tecnici, biologici e dattiloscopici. Sulla stessa lunghezza d’onda, infine, le dichiarazioni rilasciate da papà Guglielmo.
«Aspettiamo la consegna dei risultati, fino a quel momento io resterò nelle mie convinzioni». Spiega il maestro Mollicone. «Mia figlia – aggiunge – è stata uccisa perché voleva aiutare i giovani del paese ad uscire da un giro di droga».
Una convinzione che Guglielmo ha esternato da subito, portando avanti la sua tesi per tutti questi anni. Il pensiero di alcuni va anche ai sei indagati, al fatto che se i risultati dei test fossero quelli trapelati, rappresenterebbero la fine di un lungo incubo che probabilmente segnerà per sempre le loro vite. Intanto le date certe sono due: quella del 14 settembre, termine per la consegna della relazione dei Ris di Roma al procuratore capo Mario Mercore e quella del 20 settembre, fine della proroga delle indagini.

104
Da: ; ---- Autore: