Serena, si alza il velo sul delitto – Indagati l’ex maresciallo F.M., il figlio M. e il carabiniere F. S..

ARCE – Omicidio Mollicone, cinque avvisi di garanzia per un caso che sembra, finalmente, indirizzarsi verso la conclusione a dieci anni dalla morte della studentessa di Arce.
Sul registro degli indagati sono stati scritti i nomi di M.F., ex fidanzato di Serena, della madre di lui R.P., entrambi originari di strangola galli, dell’ex maresciallo dei carabinieri della stazione di Arce, F.M., di suo figlio M. (attualmente rappresentati dall’avvocato, nominato d’ufficio Maria Dolores Broccoli) e di un altro militare dell’Arma, F.S., anche lui in servizio ad Arce quando fu compiuto il delitto. I cinque sono accusati di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Dieci anni di buio, che stavano facendo cadere il caso nell’alveo dell’irrisolvibile, poi la svolta mediante l’acquisizione di lettere anonime e successivi riscontri investigativi. Tutti passaggi che hanno condotto agli avvisi di garanzia, che hanno raggiunto i quattro uomini e la donna con l’accusa pesantissima di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Nei prossimi giorni tutti gli indagati saranno sottoposti all’esame del Dna. Nelle missive anonime chiari cenni alle modalità con cui sarebbe stato portato a compimento il delitto e successivamente l’occultamento del cadavere. Tra le righe di fuoco anche l’indicazione del luogo del delitto, non già il bosco di Fontecupa ma la vecchia caserma dei carabinieri di Arce. Un’informazione “macigno” difficile da ignorare. A sollevare grandi perplessità anche il referto dell’esame autoptico eseguito sul corpo della giovane, dal quale pare si deducesse un particolare importante: il fatto che la ragazza, probabilmente, non era stata legata dopo la morte ma semmai prima. L’autore delle lettere senza firma aveva chiaramente dipinto uno scenario differente, che vedeva la giovane rimasta prigioniera nelle ore antecedenti il terribile epilogo. Riferimenti dettagliati e puntuali anche sullo spostamento del corpo e sulle modalità mediante le quali sarebbe stato “preparato” per essere trovato. Tutto questo ha spinto la Procura della Repubblica di Cassino a riaprire le indagini.
«Si potevano evitare dieci anni di stallo investigativo-giudiziario sulla morte della ragazza e 17 mesi di ingiusto carcere al carrozziere Carmine Belli – ha commentato il criminologo Carmelo Lavorino, che da anni segue la vicenda -. Con molto ritardo si comincia a fare luce sull’assassinio di Serena Mollicone. Ancora una volta risultano determinanti l’armonia delle scienze criminalisti che, criminologiche e investigative e l’analisi seria e scientifica della scena del crimine, delle tracce criminali e del profilo criminale del soggetto ignoto. Auguriamoci che le tracce biologiche repertate e decodificate sugli indumenti della vittima appartengono all’assassino e ai suoi complici.
Ricordo che all’interno del nastro adesivo che legava e stringeva le gambe di Serena vennero repertati due frammenti di impronte digitali, indicati come reperti 15.a e 15.b, di cui uno con ben dodici punti caratteristici: dodici punti non sono una certezza di compatibilità assoluta, ma sono un ottimo indizio investigativo – ha tenuto a precisare il dottor Lavorino -.
Ora è giunto il momento di chiedere definitivamente scusa a Carmine Belli, il carrozziere di Arce che venne ingiustamente sospettato e incarcerato del delitto, che venne assolto in primo grado, in appello e in cassazione grazie alle attività del sottoscritto, del Crescin, dei consulenti dottor Enrico Delli Compagni, Marco Lilli, Giusy Ruffo e Dante Davalli e ai legali Silvana Cristofaro, Romano Misserville (primo grado) ed Eduardo Rotondi (appello e cassazione).
A suo tempo proponemmo un profilo criminale dell’ignoto autore dell’omicidio che ne definiva sia le caratteristiche di possibilità, di opportunità, di conoscenza dei luoghi e della vittima e di capacità; sia le caratteristiche psicologiche, comportamentali, tecniche, organizzative, logistiche ed esecutive per fare quello che a Serena venne fatto: cattura, morte, trasporto, ferocia imbalsamatoria, composizione del corpo e della scena; sia gli scenari omicidi ari con movente, intento primario, contesto, territorio e circostanze».
Un velo sollevato, dunque, una ricostruzione postuma: questi gli “ingredienti” che si mescolano in una storia terribile che anela di giungere alla giusta fine.
 

29
Da: ; ---- Autore: