Serena, tre sms inquietanti – L’autore ipotizza il luogo in cui la studentessa è stata uccisa e ‘impacchettata’

ARCE – Sms anonimi indicano il posto dove Serena sarebbe stata “impacchettata” con cura maniacale prima di essere abbandonata nel boschetto dell’Anitrella.
Sono quelli inviati nei giorni scorsi alla trasmissione “Chi l’ha visto?” e oggetto della puntata di lunedì scorso, alla quale ha partecipato anche il mastro Guglielmo Mollicone. Si tratta di nuovi depistaggi? Nei tre messaggi si chiede di «attenzionare» un luogo poco distante dalla caserma dei Carabinieri. Un linguaggio particolare che apre, ancora una volta, una serie di elementi strani su questa vicenda. Chi scrive questi sms anonimi è una persona che ha profonda conoscenza di cosa è accaduto quel primo giugno del 2001 e delle conseguenti attività investigative. La trasmissione della Sciarelli ripercorre nuovamente la vicenda alla luce di questi ultime segnalazioni. Riparte dal supermercato di Isola del Liri dal quale potrebbe essere stata reperita la busta di plastica con la quale è stato coperto il volto della studentessa. Ripercorre il gesto del brigadiere Santino Tuzi, avvenuto l’11 aprile 2008, e archiviato dalla Procura di Cassino addebitando il suicidio al dramma sentimentale dell’uomo avuto a seguito della rottura di una presunta relazione extraconiugale.
«È un fatto – spiega in un passaggio della trasmissione il padre di Serena – che Santino Tuzi aveva collaborato per le indagini del delitto di Serena e che, qualche giorno prima dell’estremo gesto, aveva rivelato ai magistrati dei particolari sul caso a lungo tralasciati».
In questo contesto si aggiungono anche le dichiarazioni della figlia del brigadiere che sostiene che il padre non avrebbe mai fatto un gesto simile per questioni sentimentali.
«Forse mio padre – ha detto la ragazza in un intervista riproposta nel corso della trasmissione – era stato minacciato, magari dalla stessa persona che gli aveva detto di non dire niente».
L’impressione che emerge, insomma, è che le mani che portarono a termine il macabro lavoro, erano molto esperte e probabilmente a conoscenza di come funzionassero le tecniche investigative.

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