‘Sia il popolo a scegliere’ – Un dibattito politico fervente che ha visto scendere in campo il governatore Polverini

ARCE – «Eletti, espressione diretta dei cittadini di un territorio».
Una proposta di riforma della legge elettorale innovativa che consente di evitare l’elezione dei deputati “nominati” dai partiti, l’inserimento della preferenza e la garanzia di governabilità con il sistema bipolare. A proporla è l’avvocato Roberto D’Auria, già consigliere provinciale, vicesindaco di Arce e personalità politica che in passato ha ricoperto ruoli importanti tra consorzi (Aipes e Trasporti Intercomunali), comitati di gestione (Usl Fr/7), consulta regionale per l’emigrazione e membro dell’allora ente provinciale per il turismo di Frosinone.
D’Auria s’inserisce nel dibattito politico di queste settimane che, sia a livello regionale, con la Polverini che sta raccogliendo firme per l’inserimento della preferenza nell’attuale legge elettorale, che a livello nazionale sta catalizzando l’attenzione di questa calda estate. Lui la definisce una “proposta dal basso”, probabilmente scomoda a tutti in questo particolare momento storico.
«E’ necessario – ci ha detto – che l’elettore torni alla scelta del parlamentare e che questo sia rappresentativo di un collegio ben determinato e con una grandezza non superiore ai circa centomila abitanti. A tal fine, il territorio italiano potrà essere suddiviso in 575 collegi elettorali per l’elezione di altrettanti deputati. I mancanti 40 seggi per arrivare al numero attuale di 615 membri della camera, costituiranno il cosiddetto premio di maggioranza che ha il compito di garantire la governabilità. Semplificando – prosegue D’Auria – in ogni collegio, la scheda di votazione conterrà gli schieramenti politici con i vari simboli dei vari partiti e l’indicazione del premier in modo che l’elettore possa scegliere lo schieramento politico che ritiene debba governare l’Italia guidato dal presidente del consiglio indicato. Inoltre, abbinato allo schieramento politico, vi sarà un elenco di dieci candidati (salvaguardando l’accesso alle pari opportunità) espressione diretta del territorio/collegio, tra i quali il cittadino esprime una sola preferenza. Vincerà l’elezione lo schieramento, con premier indicato, che avrà preso più voti in tutta Italia e risulteranno eletti i 575 deputati, uno per collegio che risulterà eletto tra i primi dieci candidati. I 40 deputati eletti con il premio di maggioranza saranno individuati tra i migliori primi dei non eletti della coalizione vincente. Anche in questo caso si possono inserire norme che garantiscono l’attribuzione paritetica tra uomini e donne».
D’Auria nella sua proposta indica anche una serie di nuove norme a salvaguardia della scelta diretta del cittadino con il suo territorio. Tra questa e segnaliamo l’impossibilità a candidarsi in più collegi elettorali; in caso di dimissioni del deputato eletto dovrà subentrare il primo dei non eletti dello stesso schieramento. Ed ancora, oltre alla pubblicazione on line del programma elettorale si richiede la pubblicazione dei curriculum dei candidati nonché i certificati penale e quello dei carichi pendenti; la fissazione di un tetto massimo di spesa per la propaganda elettorale, pena la decadenza dalla carica.
«Un sistema elettorale semplice – ha ripreso l’avvocato – che ridarebbe la parola ai cittadini che non sarebbero più costretti a votare uno schieramento e spesso poi ritrovarsi, senza altra scelta, un deputato che nemmeno conoscono e che, dopo le elezioni, probabilmente non vedranno più. Il sistema – ha concluso D’Auria – potrebbe essere applicato anche nelle elezioni regionali eliminando lo scandaloso “listino” di nominati e non eletti».

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