Sigilli dei carabinieri alla sala scommesse – Il titolare, un imprenditore di Colfelice, è stato denunciato alla Procura

ARCE – Sequestrato un centro scommesse: due denunce.
L’intervento è stato effettuato mercoledì sera, intorno alle 18, dai militari di Arce. Gli uomini del maresciallo Evangelista hanno proceduto alla chiusura dell’agenzia di scommesse e denunciato il titolare dell’attività. F.R. di 27 anni, imprenditore residente a Colfelice, con l’accusa di inosservanza del provvedimento dell’autorità ed esercizio di raccolta scommesse senza licenza governativa. Un’altra denuncia è stata sporta a carico del proprietario del locale, C.S., classe 1961, per il reato di falsità ideologica commessa da privato. Da alcuni mesi i Carabinieri stavano monitorando la regolarità di questo genere di attività e dalle indagini è emerso che il titolare dell’agenzia conduceva l’attività di raccolta scommesse senza la necessaria autorizzazione, nonostante una specifica ordinanza di diniego emessa il mese scorso dalla Questura di Frosinone. Sono diverse centinaia i casi penali e amministrativi in Italia all’esame dei vari tribunali. Sott’accusa, comunque, sono finiti i sistemi per la trasmissione delle giocate direttamente al bookmaker britannico con licenza maltese per tramite degli appositi collegamenti a internet. In pratica le agenzie fanno da tramite tra i clienti e i bookmaker, senza avere presumibilmente le necessarie autorizzazioni del Monopolio di Stato e dall’autorità di pubblica sicurezza. Sotto quest’ultimo aspetto si sarebbero mossi gli uomini dell’Arma che avrebbero dapprima invitato il titolare a sospendere l’attività, poi, non avendo avuto successo con questo tentativo, sono intervenuti direttamente nei locali ponendo i sigilli alle attrezzature e a tutto il negozio. Da quanto si è appreso il fenomeno delle agenzie di scommesse starebbe preoccupando anche le famiglie del paese in quanto in questi locali sarebbe stato consentito l’accesso anche ai minori. Anche su questo filone i Carabinieri stanno proseguendo la loro attività investigativa. Dalla serie di controlli, inoltre, è emerso che il locale in questione non sarebbe fornito di idonea certificazione di agibilità.

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