Sistema museale, l’esame di Nardone – Con una nota, Gianni Nardone interviene sul caso per tutelare i posti di lavoro

ARCE – Gianni Nardone, consigliere di opposizione del comune di Arce, interviene con una nota sul caso del Sistema Museale “Valle del Liri”.
«Apprendo dalla stampa locale che l’ultimo punto all’ordine del giorno dell’ultimo consiglio comunale, sulla possibile uscita del comune dal Consorzio Museale, è stato ritirato perché sprovvisto del parere del dirigente. Proprio su tale questione credo opportuno che si debba fare chiarezza al più presto in quanto con l’arrivare del 30 aprile  sarebbe scaduta l’ultima proroga fissata dall’assemblea dei sindaci ed il Sistema Museale “Valle del Liri” sarebbe formalmente sciolto. In tale maniera potrebbero risultare a rischio il futuro lavorativo di undici dipendenti part-time che operano nel consorzio dei musei, di cui due operano anche nella struttura arcese dell’ente intercomunale con sede nel nostro comune Tale organismo statutariamente, doveva cessare la propria attività il 31/12/2008 ma le grandi difficoltà gestionali di questa fase transitoria hanno portato i sindaci di allora ad accordare una serie di proroghe. A causa di tali problematiche mi sono premurato di colloquiare su tale materia sia con il Sindaco di Arce che col Presidente del Consiglio comunale ai quali ho espresso la necessità di salvaguardare il livello occupazionale delle due operatrici arcesi, mentre col presidente dimissionario Antonio Radice che ha rimesso all’assemblea il mandato, proprio a causa dell’immobilismo in cui i comuni stavano trascinando, ormai da troppo tempo, il sistema museale, ho a lungo discusso per verificare le condizioni per il salvataggio complessivo dell’ente. Dalle notizie avute dall’ex Presidente purtroppo la cosa mi sembra allo stato molto difficile per non dire impossibile perché, nonostante i tentativi fatti il buon Radice si è scontrato più volte con un sistema politico che non ha mai voluto assumere decisioni definitive per il futuro della struttura. Personalmente sono poco interessato al futuro di  un ente che risulta essere stato abbandonato a se stesso, mentre sono interessatissimo al futuro occupazionale dei dipendenti ed in special modo delle due operatrici arcesi. Sia chiaro che il Gruppo Consiliare che rappresento non lascerà nullo d’intento per tutelare il posto di lavoro dei propri cittadini per cui chi dovrà assumere le relative decisioni troverà in noi dei validi collaboratori se le scelte saranno favorevoli al destino occupazionale dei dipendenti ma degli attenti censori in caso contrario».

 

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