Solidarietà agli operatori parrocchiali – Il comunicato stampa integrale del consigliere di minoranza e capo gruppo consiliare ‘Circoli della Rosa Rossa – Giustizie e Libertà per Arce

ARCE – «Apprendo con profondo interesse da un quotidiano locale che gli operatori dell’oratorio parrocchiale di Arce hanno lanciato l’allarme per l’emergenza degli spazi aggregativi. Il paese, infatti, non offre luoghi da destinare alle attività per bambini, ragazzi e giovani e la denuncia arriva da coloro che, ormai da anni, si vedono costretti a svolgere le iniziative destinate agli alunni delle scuole elementari e medie in piazza, all’aperto. A tale proposito nel cogliere l’occasione per esprimere la solidarietà a tali operatori mi sembra opportuno chiedere pubblicamente alla maggioranza consiliare di farsi partecipe di tale problematica, provvedendo a risolvere una questione che con l’arrivo del freddo ripropone un fatto vecchio e mai risolto. La mancanza di spazi aggregativi, un’emeroteca, una sala convegni sono fatti che in effetti erano nel programma dell’amministrazione ma ad oggi non c’è nessuna traccia nell’agenda politica del paese. Credo sia urgente individuate soluzioni ed è naturale che il pensiero corra al CENTRO POLINFUNZIONALE di Piazza Umberto I, iniziato a costruire e poi sequestrato per ordine della magistratura Cassinate. Proprio il dissequestro di tale struttura avvenuto ormai da circa 8 mesi ha fatto porre l’interrogativo, su cio’ che potrà essere fatto di quest’opera incompiuta e penso che la risposta viene spontanea, bisogna realizzare un apposito progetto  di riqualificazione teso alla predisposizione degli spazi aggregativi da piu’ parte richiesti. Bisogna però fare presto e bene perché i giovani non possono aspettare a lungo, bisogna avere più coraggio e determinazione per trovare idee che potrebbero rappresentare una soluzione. Credo comunque che sia opportuno a questo punto amplificare il dibattito sia in consiglio Comunale, luogo all’uopo deputato per la discussione, sia con assemblee pubbliche ed eventualmente con una consultazione popolare, dove ogni cittadino che ne avrà voglia potrà portare il proprio contributo.

 

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