Soppressione Comunità montane, ecco le alternative – Il presidente Dino Giovannone: ‘Si propone la nascita di un ente sovra comunale guidato da amministratori senza indennità che assorba anche le funzioni di altri enti attualmente presenti in tutto il territorio della Regione Lazio’

ARCE – Soppressione degli enti montani, l’Uncem illustra le prospettive della riforma. Si è tenuto ieri mattina presso la sede della XV Comunità montana “Valle del Liri” di Arce, un convegno sulla legge di soppressione delle comunità montane organizzata dall’Unione nazionale comuni enti montani del Lazio. All’incontro erano presenti il presidente Dino Giovannone e il vicepresidente Achille Bellucci che si sono soffermati sulla legge di soppressione degli enti montani e gli emendamenti che l’Unione ha presentato alla Regione Lazio. «La nuova norma – ha detto Dino Giovannone – è ormai in dirittura di arrivo e come Uncem abbiamo evidenziato a chiare note che è necessario farlo prima possibile, vista la situazione attuale delle Comunità montane». «Gli emendamenti proposti – ha spiegato ancora il presidente – vanno nella direzione di una vera rivoluzione dell’assetto territoriale, partendo dalla soppressione degli enti montani, che per anni hanno svolto un ruolo importantissimo sul territorio montano del Lazio. Le nostre proposte, infatti, hanno trovato anche l’assenso del Cal e della Lega delle autonomie. Oltre a prevedere garanzie certe per il personale che dovrà essere trasferito ai nuovi enti intermedi che sorgeranno dalle ceneri delle Comunità montane, propongono la nascita di un ente sovra comunale, guidato da amministratori senza indennità, come sono quelli delle Comunità montane, che assorba le funzioni anche di altri enti attualmente presenti nel Lazio. Si prevede così una guida della nuova Unione dei Comuni montani costituita da un presidente e un esecutivo che non siano esclusivamente sindaci e che l’elezione del presidente sia realizzata attraverso una convocazione congiunta di tutti i Consigli comunali nella stessa data per rendere la gestione dell’unione forte ed autorevole». «Inoltre – ha affermato sempre Giovannone – gli emendamenti prevedono una semplificazione del sistema degli enti intermedi, attraverso la soppressione di parchi, consorzi di bonifica, consorzi di sviluppo industriale consorzi di servizi sociali, università agrarie e Ardis, unificandoli in unico ente intermedio che ne assorba tutte le competenze e il personale, in questo modo si razionalizzerebbe la spesa e vi sarebbe un unico interlocutore per cittadini ed amministratori». La commissione regionale a cui sono state sottoposte le proposte si è impegnata a fare un testo coordinato entro la metà di aprile e successivamente a portarla in Consiglio regionale dopo il collegato alla finanziaria.

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