‘Stop allo scandalo Caritas! E’ una verità già accertata’ – Don Ruggero Martini dopo la trasmissione ‘Quarto Grado’

ARCE – «Nessuno scandalo Caritas. Per cercare delle verità non se ne possono dimenticare delle altre già accertate dalla Magistratura».
Il parroco di Arce, don Ruggero Martini, stavolta ha deciso di non soprassedere. Nella giornata di ieri, il presule in tutte le celebrazioni che si sono tenute in parrocchia, prima della benedizione finale, ha voluto comunicare una precisazione ai fedeli. Il riferimento, appena accennato, è alla vicenda giudiziaria che nel 2004 coinvolse la parrocchia di Arce, con il parroco del tempo, il responsabile parrocchiale della commissione Caritas e il gestore di un agriturismo di Roccasecca. I tre finirono sotto processo per una presunta distrazione di alimenti destinati alle persone bisognose fornite sotto aiuto non commercializzabile della Comunità Europea. La sezione penale del Tribunale di Cassino il 7 gennaio del 2010, dopo un lungo processo durato quasi 5 anni, assolse con formula piena i tre imputati «perché il fatto non è mai sussistito».
A distanza di due anni, però, ancora si citano questi eventi quali fatti che in qualche modo possono contenere colpevolezza o comunque scandalo. L’intervento del parroco, probabilmente, è stato scaturito a seguito della trasmissione Quarto Grado, andata in onda venerdì scorso su Rete4, che ha ospitato in studio Guglielmo Mollicone al fine di fare un punto sull’omicidio irrisolto della giovane studentessa di Arce. Proprio durante la puntata, lo stesso Guglielmo avrebbe fatto cenno, tra le altre cose, agli avvenimenti della Caritas per descrivere il particolare contesto in cui sarebbe maturato il delitto di Serena e i presunti successivi depistaggi (oggi ancora oggetto di serrate indagini) coperti, sempre secondo la tesi di papà Mollicone, da un “sistema-paese” in auge in quegli anni.
«Credo giusto – ha detto don Ruggero – che voi fedeli sappiate come stanno le cose. Non si può far passare un messaggio di verità, che va sempre e giustamente ricercata, dimenticando delle altre che sono state accertate. La Magistratura attraverso un processo si è espressa chiaramente che non c’è mai stato uno “scandalo Caritas” ed ha assolto con formula piena le persone imputate dei fatti. E’ doveroso dire le cose come stanno e per come sono state accertate dalla Giustizia, evitando di buttare discredito sulla Chiesa locale e soprattutto sulle persone che direttamente o indirettamente sono state coinvolte»
 

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