Straziante picchetto d’onore – Mercoledì scorso il 30enne è rimasto ucciso in uno scontro tra moto

ARCE – Il paese si ferma per l’esequie al tenente Giuseppe Vitale.
Un lungo e silenzioso corteo, ha accompagnato la salma del giovane ufficiale nella chiesa parrocchiale di Arce. Il 30enne è deceduto mercoledì scorso nel tragico scontro frontale tra due motociclette in territorio di Fontana Liri, sulla strada regionale 82 “Valle del Liri”.
La comunità ieri pomeriggio, alle 16, si è stretta attorno alla moglie Gabriella e ai genitori e parenti di Giuseppe, venuti dalla Sicilia. Alla cerimonia funebre erano presenti le autorità militari dell’Esercito con il picchetto d’onore del 41° Reggimento “Cordenons” di Sora e il comandante, il colonnello Fulvio Marangoni e gli uomini del plotone Tramat, al comando del tenente Vitale. Presenti anche i Carabinieri di Arce con il comandante Gaetano Evangelista, il comandante della Polizia municipale Giampiero Marzilli, una rappresentanza del comando della Guardia di Finanza, il sindaco di Arce, Roberto Simonelli, assieme al vice sindaco, Lucio Simonelli, l’assessore Marco Marzilli e il presidente del consiglio comunale, Gianfranco Germani.
Ad accompagnare il feretro, oltre ai tantissimi cittadini e amici, anche il complesso bandistico “Città di Arce”.
La celebrazione eucaristica è stata presieduta dal parroco don Ruggero Martini e dai cappellani militari don Battista Pellegrino e don Angelo Monculli.
«Non possiamo credere – ha detto don Ruggero in un passaggio dell’omelia – che tutto finisca in questa bara. Giuseppe è morto nel corpo, ma siamo sicuri che vive altrove in un posto preparato per lui. Oggi – ha aggiunto – noi non riusciamo a comprendere, abbiamo un masso, il dolore, che ci impedisce di andare oltre. Lo stesso masso che era all’ingresso del sepolcro di Gesù, lo stesso masso che poi è rotolato e ci ha rivelato la risurrezione di Cristo. Questo dolore che avvertiamo – ha concluso il sacerdote – non deve essere, come ci dice San Paolo, un dolore di chi non ha speranza. Noi una speranza l’abbiamo e dobbiamo pregare affinché il Signore ci dia forza e serenità, soprattutto in questo momento».
«Ho perso uno dei miei migliori 480 uomini. – Ha detto invece il comandante Marangoni -. Ma non sono qui per ricordare le tante qualità di questo giovane. Un ufficiale capace di offrire la sua vita per il suo servizio e la sua divisa. Sono convinto che lui – ha aggiunto – proprio parchè migliore, è stato chiamato a svolgere chissà quale altra missione e dovremmo riuscire ad essere lieti, anche se oggi è incomprensibile, che lui sia stato scelto».
Momenti strazianti per i familiari del tenente, che hanno accusato malori, fortemente provati anche dal lungo viaggio dalla Sicilia.
La salma di Giuseppe Vitale è stata tumulata nel cimitero di Arce.

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