Sui debiti fuori bilancio un impasse amministrativo – L’ingente importo ha appesantito la manovra economica suscitando un vespaio

ARCE – Quei debiti che vanificano le scelte coraggiose della nuova amministrazione comunale.
C’è rammarico tra i membri della maggioranza della lista “Liberamente per Arce” dopo l’approvazione del bilancio di previsione 2010. Il riconoscimento dei debiti fuori bilancio, contratti nelle passate amministrazioni, ha appesantito la manovra economica o, per meglio dire, ha vanificato il risparmio ottenuto grazie alla rinuncia di ogni sorta di indennità degli amministratori. La cifra di 118mila euro (questo è il costo annuo previsto dalla legge per le cariche di un comune come quello di Arce) che sarebbero stati destinati per dare una boccata d’ossigeno alle varie attività dell’ente municipale. Invece, sono stati pagati debiti per un ammontare di 125mila euro derivanti da spese legali e sentenze che obbligano il comune a pagare vecchi contenziosi. Ma che cos’è tecnicamente un debito fuori bilancio? E’ nient’altro che in’obbligazione maturata senza che sia stato adottato il dovuto adempimento per l’assunzione dell’impegno di spesa previsto. Un’amministrazione responsabile è chiamata a farsene carico per evitare che questi costi lievitano nel tempo, caricando ulteriormente la spesa pubblica.
Nel caso di Arce, il consiglio comunale ha riconosciuto quattro schede predisposte dei responsabili dei servizi. La prima riguarda la condanna del comune  a pagare le spese legali a seguito della sentenza sul caso Petrucci, inerente il campo sportivo Casilino. L’importo dovuto è di 6.318 euro. La seconda scheda, ben più consistente, riguarda sempre una sentenza in favore della Multanova di Brescia. La vicenda risale addirittura al 1995, quando il comune stipulò un contratto con la società bresciana per l’utilizzo di apparecchiature per la rilevazione della velocità. Secondo il contratto, gli operatori della Polizia locale avrebbero dovuto garantire un numero minimo di ore di utilizzo dell’apparecchio. Cosa che non sarebbe avvenuta, dando inizio ad un lungo e difficile contenzioso che si è trascinato nel tempo. L’ammontare totale, tra spese, interessi e risarcimento è di circa 125mila euro. Le altre due schede, invece, riguardano due decreti ingiuntivi emessi in favore di alcuni dipendenti comunali. Le amministrazioni comunali precedenti, per motivi non meglio precisati, non hanno mai voluto riconoscere queste spettanze relative a dei progetti di recupero e notifiche delle imposte comunali. Le cifre stabilite sono di 5.200 e 2.600 euro.
L’approvazione dei debiti non ha mancato anche qualche nota polemica da parte del vicesindaco Lucio Simonelli.
«Non trovo giusto – ha detto riferendosi alle uscite dall’aula su questi punti dell’ex assessore Marcello Marzilli e del consigliere Gianni Nardone – che chi abbia in qualche modo preso parte a decisioni nel merito, oggi si sottragga a questo atto di responsabilità. Lo stesso – ha aggiunto – vale per chi non era amministratore in passato ed oggi per opportunità, ma io direi per opportunismo, non partecipa alla votazione. Diversi di noi – ha concluso Lucio Simonelli – avrebbero potuto fare altrettanto, ma siamo qui ad agire per il bene del paese così come facemmo quando eravamo ai banchi dell’opposizione».
Secca la replica di Marzilli.
«La mia posizione riguardo a queste vicende – ha detto – è limpida e coerente con ciò che ho sempre sostenuto anche in piena solitudine. E, come amministratore, non ho fatto mai mancare la mia quota di responsabilità».

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