«Sul crocifisso un diniego immotivato dall’assessore alla Cultura Fraioli» – Durante la votazione sulla mozione del crocifisso

ARCE – Crocifisso, il dibattito si alimenta attorno al voto contrario dell’assessore alla Cultura. Sara Petrucci, promotrice della mozione approvata durante l’ultimo consiglio comunale, torna sull’argomento. «Ho trovato davvero politicamente inopportuno – scrive la capogruppo del Pdl quanto si è verificato durante la votazione sulla mozione del crocifisso. Trovo grave – ha aggiunto – che la metà degli assessori che compongono la giunta abbiano votato contro, ma trovo ancor più grave che, tra i tre, ci sia proprio l’assessore alla cultura. A mio giudizio e senza voler strumentalizzare la vicenda, l’assessore Brigida Fraioli aveva il dovere politico quantomeno di motivare il suo dissenso. Simbolo che per noi italiani non è legato solo all’aspetto religioso, bensì rappresenta la nostra storia, la nostra identità culturale, di fratellanza, di pace e di giustizia. Noi siamo il prodotto di 2000 anni di Cristianesimo, lo abbiamo nel sangue, nelle ossa, nei cuori e nelle menti. Il crocifisso fa parte della storia del mondo. Le nostre città sono costruite attorno un granello fondante che è una cattedrale, una basilica, una chiesa. Festeggiamo i santi patroni (nonostante l’assessore alla cultura sceglie di non dare contributi per i comitati spontanei) e questo voto contrario chiarisce ancora una volta una scelta politica secondo una “cultura” diversa da quella cristiana, e comunque che differisce dalla maggioranza in cui l’assessore opera, non rappresentando lo spirito e la cultura dei cittadini arcesi. Questa amministrazione – fa notare ancora la Petrucci – non è nuova ad iniziative poco rispettose verso la chiesa: è assente all’insediamento del nuovo Vescovo di Sora, chiude le cappelle senza avvisare né parroco né cittadini, non da contributi alle feste patronali e, ora, mezza giunta vota contro il crocifisso. La mozione approvata, vale la pena ricordare, impegna il sindaco e la giunta non solo a coinvolgere i rappresentanti  locali dell’amministrazione scolastica per assicurare la presenza dei crocifissi nelle aule, ma anche a svolgere una riflessione sui valori che questo rappresenta, legati alla nostra cultura, alla nostra storia e alle nostre tradizioni. A tutto ciò – conclude – dovrebbe pensarci proprio l’assessore alla Cultura. Ma come può farlo non potendo rappresentare il pensiero della sua stessa maggioranza, né tanto meno quello del consiglio comunale e quello della maggior parte dei cittadini del nostro paese?».

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