Sul taglio degli alberi una lunga scia di aspre critiche – Le obiezioni di Nardone e Marzilli

 

ARCE – Opposizione agguerrita sul taglio dei pini al cimitero comunale.
Dopo quasi un mese, non si placano le polemiche sull’intervento di “somma urgenza” fatto predisporre dall’amministrazione comunale. Il consigliere comunale Gianni Nardone ha preannunciato un’interrogazione sul caso nella prossima assise.
«Sono andato al cimitero – ha scritto Nardone in un comunicato – per constatare di persona quanto è stato denunciato pubblicamente e debbo dire che qualche ragione coloro che lamentano un intervento indiscriminato ce l’hanno. Esaminando i tronchi rimasti – ha spiegato – si evidenzia che più di qualche pianta tagliata non ha ancora oggi i segni, visibili ad occhio nudo, tipici di una malattia arborea che ne mina la vitalità e di conseguenza la sicurezza. E’ stato posto, poi, un problema tecnico relativo al fatto che la scienza agro-forestale utilizza dei metodi tecnico scientifici per evidenziare la pericolosità delle piante che necessitano di essere abbattute. A quanto pare in consiglio comunale non ho sentito da parte della maggioranza la menzione di una specifica perizia fatta da un dottore agro-forestale che attestasse la pericolosità di tutte le piante oggetto al taglio. A questo punto ritengo opportuno che si faccia maggiore chiarezza su quanto è stato fatto con un’apposita interrogazione. Mi rendo conto – ha concluso il capogruppo di Socialismo 2000 – che tale azione non ci restituirà le piante tagliate, ma forse servirà a far essere un po’ più rispettosi chi ha agito nei confronti del nostro patrimonio arboreo».
Sull’argomento è intervenuto anche il capogruppo di “Arce nel cuore – Patto per il futuro” Marcello Marzilli che nei giorni scorsi ha richiesto gli atti in merito all’intera vicenda.
«Gli alberi del cimitero – scrive Marzilli in un passaggio della sua missiva – avevano una valenza storico-monumentale, il loro abbattimento, se non è stato adeguatamente motivato da una relazione giurata di un fitopatologo, è da considerare atto arbitrario in oltraggio al patrimonio naturale di Arce. Chiedo – ha aggiunto ancora – all’assessore all’ambiente se era stato informato circa le programmatiche attività di abbattimento e se ritiene che le stesse siano state poste in essere legittimamente».
L’ex assessore ha inviato anche un’ulteriore nota al segretario comunale e al revisore del conto per sapere che fine abbia fatto il legname derivante dal taglio e come sia stato stimato il suo valore.

 

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