Sulla felpa il sangue dell’assassino – Il dna estratto dovrà essere comparato con i profili genetici dei sei indagati

ARCE – Sulla felpa di Serena tracce ematiche che potrebbero appartenere al suo assassino.
A segnare il giro di boa nella seconda tornata delle indagini sull’omicidio della studentessa di Arce sono le analisi generiche che in questi giorni sta eseguendo il professor Giuseppe Novelli, il “super consulente” incaricato dal giudice delle indagini preliminari di Cassino.
Gli indumenti della vittima, infatti, sono stati esaminati con il luminol e dai tessuti è stato estratto del dna. I residui più importanti sono stati rinvenuti sulla maglia che Serena indossava quando è stata trovata cadavere nel boschetto di Fontecupa, ad Anitrella. Quest’indumento infatti, presenterebbe tracce ematiche non riconducibili alla vittima. La fase successiva sarà comparare le risultanze degli esami con i profili genetici dei sei indagati per l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere, ovvero F. M., sua moglie M. e il figlio M.; F. S.; l’ex fidanzato di Serena, M. F. e sua madre, R. P.. La comparazione verrà eseguita anche in riferimento al tracciato genetico del brigadiere Santino Tuzi, morto suicida nel 2008. Il pool di avvocati e consulenti nominati dagli indagati e dalla famiglia Mollicone è in costante contatto con la Procura. Imponente il dispiegamento giuridico-criminologico che sta operando sul caso: la famiglia M. è difesa dall’avvocato Francesco Germani, con la consulenza di parte di Ciro Di Nunzio e Luigi D’Ancora. S. è rappresentato dagli avvocati Eduardo Rotondi, consulente scientifico e criminologico, Carmelo Lavorino. Per l’ex fidanzato e sua madre, l’avvocato Armando Pagliei e il dottor Francesco Cutrupi. La parte civile, papà Guglielmo, è rappresentata dall’avvocato Dario De Santis e dal generale dell’Arma, ex comandante dei Ris, Luciano Garofano. Alla luce delle ultime novità emerse il criminologo Carmelo Lavorino ha commentato: «si potevano evitare dieci anni di impasse investigativa e 17 mesi di ingiusto carcere a Belli».

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