Tarsu con Tia – Il cambio tassa per la gestione dei rifiuti

ARCE – Gianni Nardone, consigliere di opposizione e capogruppo consiliare “Circoli della Rosa Rossa – Giustizia e Libertà per Arce, spiega, nel comunicato seguente, la tassa che sostituirà la Tarsu.
«In questi giorni in cui l’Amministrazione Comunale sta’ realizzando un apposito Tour per spiegare alla cittadinanza le modalità del nuovo sistema di raccolta dei rifiuti col sistema “Porta a porta”, ritengo opportuno porre l’attenzione sulla Tariffa di Igiene Ambientale o TIA che è il nuovo sistema di finanziamento comunale della gestione dei rifiuti e della pulizia degli spazi comuni introdotto in Italia dal decreto Ronchi e che dovrà sostituire progressivamente la TARSU, la Tassa sui rifiuti solidi urbani. Come dice il nome, la tariffa al contrario della tassa ha come obiettivo di far pagare agli utenti esattamente per quanto usufruiscono del servizio (nel modo più preciso possibile). La tariffa è divisa in due parti: la quota fissa serve a coprire i costi di esercizio, come i costi dello spazzamento delle strade, e gli investimenti in opere; la quota variabile dipende invece dai rifiuti prodotti dall’utente. I costi (previsti) del primo tipo sono suddivisi fra tutti gli utenti in base a parametri fissi come la superficie occupata e i componenti del nucleo familiare per l’utenza domestica o il tipo di attività per le utenze non domestiche. La determinazione della quota variabile è più complessa: il primo passo è determinare il costo totale dello smaltimento (per unità di peso) delle varie tipologie di rifiuti; poi si procederà a dividere i costi sulla base dei rifiuti prodotti da ciascuno: a questo scopo esistono diversi metodi. La tariffa puntuale è il metodo ideale, che raggiunge la perfezione e il massimo dell’efficienza del sistema: consiste nel pesare esattamente i rifiuti indifferenziati prodotti dalla singola utenza domestica; Per un’eventuale semplificazione si puo’ ricorrere alla tariffa volumetrica: invece di pesare i rifiuti prodotti se ne considera solo il volume, valutato a seconda del numero di sacchi ritirati o del numero di svuotamenti dei contenitori. Tale sistema presenta indubbiamente il concetto di una maggiore equità e sicuramente alcuni Vantaggi quali:

1) Pareggio ed efficienza. Anche nel peggiore dei casi (dove la parte variabile non è calcolata in maniera realmente efficiente), la tariffa offre varî vantaggi. Il primo e più importante è che permette il pareggio automatico dei bilanci: la gestione dei rifiuti e della pulizia del comune non può essere in perdita, perciò non può sottrarre risorse ad altre voci del bilancio comunale. Inoltre, la tariffa impone ai dirigenti delle aziende di gestione (che siano municipalizzate o spa) un cambio di mentalità, una maggiore focalizzazione sull’aspetto imprenditoriale, sulla ricerca dell’efficienza invece che dell’aumento dei ricavi attraverso il ritocco della tassa da estorcere all’amministrazione locale. Se poi il gestore è un privato, la tariffa permette di controllare i suoi ricavi ed evitare che superino un certo limite, impedendo così che si realizzino guadagni eccessivi su un servizio pubblico.

2) Semplificazione. Se non si adopera il metodo presuntivo, che già solo per il numero di categorie di utenti provoca una certa complicazione, risulta evidente la semplificazione burocratica: non è più necessario che di ogni utente siano determinati la categoria, la superficie occupata, il numero dei componenti del nucleo familiare, il che da un lato permette una semplificazione delle pratiche per il cittadino, e dall’altro elimina parametri difficili o impossibili da controllare, che si prestano facilmente all’evasione, specie nella categoria delle aziende. E combattere l’evasione significa far pagare a tutti di meno, nonché aumentare il controllo sui rifiuti prodotti dalle aziende, il che può già essere uno stimolo alla loro diminuzione.

3) Responsabilizzazione. Ma le vere qualità della tariffa si realizzano coll’applicazione dei sistemi puntuali. In questo modo si raggiunge la perfetta equità contributiva: infatti ciascun utente paga esattamente per quel che produce, cioè per quanto usufruisce del servizio. Di conseguenza, è responsabilizzato: sa che sta solo a lui impegnarsi per ridurre la quantità dei rifiuti (specie indifferenziati) prodotti e quindi diminuire la spesa: al contrario la tassa è per definizione un’imposizione dall’alto, determinata in modi poco chiari dall’amministrazione comunale; e può sembrare un’autorizzazione a inquinare, a produrre quanti rifiuti si vuole senza differenziarli, perché «del resto pago le tasse». La riduzione dei rifiuti e l’incremento della raccolta differenziata sono l’obiettivo della tariffa: raggiungerlo significa non solo conseguire un importantissimo risultato ambientale ed ecologico, ma anche realizzare dei notevoli risparmi, perché lo smaltimento indifferenziato costa molto più del riciclaggio, e la riduzione dei rifiuti non costa nulla ma permette un risparmio secco sullo smaltimento.

Credo che sulla base di quanto sopra premesso, adottando la TIA in maniera corretta, si darà seguito sia la raccolta differenziata con percentuali d’eccellenza, sia ad una maggiore equità sociale, pertanto invito l’attuale maggioranza che ad ogni piè sospinto lancia proclami buongoverno ad esprimere non concetti verbali ma a muoversi concretamente in tal senso».

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