Tarsu, sconti in picchiata – Le agevolazioni permarranno ancora solo per i residenti delle aree periferiche

ARCE – Rimodulazione dello sconto del 15% per chi pratica il compostaggio domestico.
L’amministrazione comunale, mediante l’assessore all’Ambiente Vincenzo Colantonio, ha rivisto le norme transitorie sulla tassa dei rifiuti solidi urbani. Durante l’ultimo consiglio comunale, infatti, l’assise ha deliberato alcune modifiche sull’agevolazione per quanti s’impegnano a smaltire per proprio conto la frazione umida.
«Il 15% di sconto – ha spiegato Colantonio – lo avevano tutti i cittadini residenti nelle aree extraurbane perché la raccolta veniva svolta a giorni alterni. Ora dal prossimo 1° agosto, con la raccolta differenziata porta a porta questo sconto non esisterà più, perché tutti gli utenti saranno nelle stesse condizioni. D’altro canto – ha aggiunto l’assessore – il 15% di sconto ci sarà per chi non conferirà l’umido già per i rimanenti mesi del 2010, per chi farà la domanda entro il 15 luglio e dal 2011 per chi la farà dopo il 15 luglio. Questa è la situazione per come era stata prevista. La maggioranza ha ritenuto, però, che togliere il 15% di sconto per le aree extraurbane, avrebbe dato la sensazione di un aumento della tassa, per cui ha deciso di mantenerlo per tutto il 2010. Quindi ad oggi la situazione risulta la seguente: che abita nelle aree extraurbane può fare la domanda entro il 31 dicembre poiché lo sconto, per quest’anno, lo avrà comunque. La scadenza del 15 luglio, rimane valida solo per gli abitanti delle aree urbane che prima non usufruivano dello sconto, mentre oggi aderendo al compostaggio domestico ne hanno diritto. Riepilogando – ha concluso Colantonio – gli sconti non si possono cumulare, per cui nel 2010 avranno il 15% di riduzione gli abitanti delle contrade e quelli delle aree urbane che avranno fatto la richiesta entro il 15 luglio per smaltire in proprio la frazione umida. Da gennaio 2011, invece, lo sconto sarà mantenuto solo da quelli che avranno fatto la richiesta entro dicembre 2010».
Un percorso un po’ tortuoso, il cui unico fine è quello di invogliare i cittadini a non conferire quei rifiuti che, con un minimo impegno, possono essere restituiti alla natura.
 

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