Tecna F. – Arce 0-2 – Colpaccio al comunale di Ferentino

Tecna F.: Boccardi, Marocca, Gabbrielli, Giancola, Veloccia, Fortini, Coppotelli, Valenti, Ambrifi, Carosi, Frate. A disp.: Politi Colapietro, Mizzoni, Fontana, Santucci, Palmieri, Polistina. All. sig. Bellardini

Arce: Leonetta, Della Bona (76° Bottoni), Parisi, Iori, Cappellio, Massari, A., De Angelis, Colella, Laviola, Corsetti (86° Massari C), Valev (77° Capobinco. A disp.: Sugamosto, Capobianco, Fiorentini, Bottoni, Massari C., Guida, Baglioni. All. sig. A. Ciardi.

Marcatori: Corsetti  73° e 84°
Ammoniti: (Tecna F.): Veloccia – (Arce): Parisi, Colella, Valev, Capobianco. Espulsi: Fortini (Tecna F.)
Arbitro sig. Treglia sez. Formia, 1° ass.te sig. Fusco (sez Aprilia), 2° ass.te sig. Morena (sez. Latina)

Meritatissimo colpaccio al comunale di Ferentino di un Arce per nulla intimorito da una delle compagini forse più quotate all’inizio del torneo, ed ora naviga a quota 36 in una zona di relativa tranquillità per la salvezza che non autorizza comunque a mollare la guardia. Nonostante il risultato favorevole un particolare ringraziamento va alla dirigenza della Tecna F. ed alle forze dell’ordine presenti allo stadio, per il trattamento riservato ai tranquillissimi tifosi dell’Arce, una cinquantina in tutto e muniti di regolare ticket, invitati dalle citate forze dell’ordine, su richiesta di due (2) facinorosi, ad uscire dall’impianto, durante la gara sotto una pioggia battente per portarsi dall’altro lato dello stadio su una tribunetta scoperta.
Non avremmo mai pensato che per sostenere le proteste di un calciatore espulso, per altro meritatamente, si potesse arrivare a prendersela con i pacifici sostenitori dell’Arce che seguono la squadra da sempre, cacciandoli dallo stadio, sotto la pioggia battente con la scusa di farli spostare in un’altra tribuna dalla parte opposta dello stadio dovendo uscire di fatto dall’impianto per raggiungerla, il caso sarà sicuramente oggetto di reclamo presso la federazione, se non altro perché il tutto avveniva nel pieno svolgimento della manifestazione. Comunque le dimensioni del livello tecnico della Tecna erano tali da non destare eccessive preoccupazioni da parte dell’Arce, e la gara fino al 34° si svolgeva in modo tranquillo con gioco più che altro centrocampo con il solo episodio di un gol annullato al n. 9 Ambrifi che, su un cross dalla sinistra, salta appoggiandosi nettamente sulle spalle di un difensore dell’Arce, per giungere all’episodio del cortese invito ai tifosi dell’Arce,a lasciar la tribuna, Colella commette un fallo di difesa su Fortini, viene regolarmente scansionato dal correttissimo direttore di gara e dagli attentissimi assistenti di fascia, con relativa ammonizione. Per il vice-capitano Fortini non è sufficiente, parte deciso e va a colpire ancora lo sfortunato Colella con un diretto, l’arbitro, impegnato nelle operazioni di scrittura della sanzione non lo vede, ma non è così per l’assistente lato tribuna che rimane con la bandierina alta in mezzo al campo per richiamare l’attenzione del direttore di gara. Comunica quanto accaduto e senza esitazione l’arbitro procede all’espulsione. Si odono  urla e improperi dalle gradinate di casa, due signori di bell’aspetto… si rivolgono cortesemente agli Arcesi con l’invito di cui sopra e le forze dell’ordine, anziché richiamare i due gentili signori appoggiano la richiesta spedendoci sotto la doccia ancora vestiti, si va al riposo sullo zero a zero e i padroni di casa in dieci.
Il rientro in campo vede la Tecna a testa bassa mettere alle strette l’Arce, ma mister Ciardi ha disposto la difesa a uomo ripartendo solo in contropiede, le iniziative dei padroni di casa si spengono regolarmente nella tre quarti Arcese eccetto che su qualche calcio piazzato, dove il pur mobilissimo Ambrifi non è per niente preciso. Le forze della Ferentum non sono inesauribili e pian piano gli spazi per Valev, Corsetti,  Laviola e De Angelis aumentano, si entra in area di rigore molto facilmente e la difesa di casa va spesso in affanno fino al 73° quando De Angelis serve Corsetti centrale altezza lunetta, si destreggia spalle alla porta, si gira come sa ben fare e lascia partire un missile a mezza altezza che beffa Boccardi sulla sua sinistra, uno a zero strameritato e matematico. La presunzione dei padroni di casa non finisce lì, lasciano ancora troppe volte il reparto difensivo sguarnito e undici minuti dopo c’è la definitiva capitolazione. Su l’ennesima rapida ripartenza dalla fascia destra di De Angelis, Laviola va a ricevere centrale e tenta lo scavalco del portiere in uscita disperata che sbaglia la presa e mette in movimento lato sinistro Corsetti in agguato che vede la porta spalancata, non fa altro che depositare la palla nel suo interno per il raddoppio e la fine dei sogni di gloria degli zelanti e cortesi atleti, dirigenti e spettatori che hanno sicuramente dato l’ospitalità che il fair-play degli eventi sportivi richiede.

 

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