Torna ad Arce la statua di Sant’Eleuterio tenuta ad Aquino – Grazie all’interessamento del ragionier Antonio Fraioli il quale ha commissionato i lavori di restauro all’artista Marco D’Emilia

ARCE – La statua raffigurante Sant’Eleuterio da giovane, conservata nella cattedrale di Aquino, è tornata a risplendere grazie all’interessamento di Antonio Fraioli.
Il restauro, commissionato all’artista arcese, Marco D’Emilia, è giunto alla fine.
Infatti, sabato 29 ottobre con una cerimonia, la statua arriverà alle 16 presso la grotta dedicata alla Madonna di Lourdes. Dopo la benedizione del parroco, don Ruggero Martini, la statua verrà portata in processione fino alla chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Apostoli Pietro e Paolo. E’ prevista la partecipazione dei gruppi religiosi parrocchiali, le Autorità civili e militari e, sarà accompagnata dalla Banda Musicale Comunale e Parrocchiale “Città di Arce” diretta dal maestro Roberto Iannetta.
Dopo la cerimonia, sarà esposta al culto dei fedeli per circa una settimana presso la Parrocchia.
La vita del santo è avvolta nella leggenda. Sant’Eleuterio nacque probabilmente in un paese dell’Inghilterra e venne educato dalla sua famiglia ai principi cristiani. In giovane età, con un gruppo di compagni, decise di andare in Palestina a visitare i luoghi legati alla vita di Gesù. Nel viaggio di ritorno dal pellegrinaggio in Terra Santa decise di dirigersi a Roma, percorrendo la via Appia e la via Latina.
Giunto però ad Arce, di notte, chiese alloggio alla locanda che era presso la Torre del Pedaggio, ma l’oste, oltre al rifiuto, gli aizzò contro anche i suoi grossi cani rabbiosi che si ammansirono subito alla vista del santo.
Al mattino seguente l’oste con grande meraviglia trovò, non lontano dalla taverna, il corpo del pellegrino morto, custodito dai mastini e con molti serpenti che gli lambivano i piedi. Il pellegrino subito fu acclamato santo dalla popolazione, che lo elevò a patrono della città.
Dopo la sua morte fu trovata una catena di ferro attorno ai suoi fianchi, che il santo usava come cilicio. Questa catena venne trasformata in due chiavi che sono custodite devotamente dalla popolazione locale. Le reliquie del santo sono conservate in un’urna sotto l’altare a lui dedicato nella chiesa parrocchiale dei Santi Apostoli Pietro e Paolo di Arce.
Sant’Eleuterio è invocato contro il morso di cani rabbiosi e dei serpenti. Molti sono stati gli interventi nei periodi di siccità che il popolo arcese ha attribuito al santo, come quello del 1949, ricordato da una lapide posta fuori il Santuario, quando, dopo solenni processioni contrada per contrada, venne a piovere abbondantemente.
Il culto verso sant’Eleuterio era molto diffuso anche nei paesi limitrofi ad Arce, specialmente in Aquino, dove tuttora nella cattedrale è conservata una statua in legno del santo databile al XVIII secolo. Nelle solenni processioni la statua del santo viene pregiata con cani, cappello, bastone e serpenti di argento. Il santo è raffigurato sempre in abiti da pellegrino, con la conchiglia per bere l’acqua, con il bastone tra le mani e con i due cani tenuti in catene. Inoltre nelle due processioni in cui la statua viene trasportata dal Santuario alla chiesa parrocchiale e viceversa, questa viene posta in un fercolo ligneo in stile barocco, realizzato nel 1893, ricco di volute, angeli e cariatidi.

 

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