Traballa la sedia di Calcagni – Ore di tensione in municipio. In Comune è partito il toto-successore. Potrebbe essere un fedelissimo

ARCE – Inizio d’anno tutto in salita per l’amministrazione Simonelli.
Rapporti tesissimi tra il primo cittadino e l’assessore ai Lavori Pubblici Emanuele Calcagni. Il sindaco sarebbe arrivato ad un passo dal revocargli la delega e non è escluso che nelle prossime ore Simonelli faccia recapitare al messo comunale la lettera d’estromissione.
Tra i due, ormai da tempo, ci sarebbe una differenza di vedute su molte questioni legate all’assessorato.
Calcagni si sentirebbe depauperato della propria delega, sostenendo che il primo cittadino continui a disporre azioni, senza trovare condivisione, che sono prerogative e ragion d’essere dell’assessorato. Il primo cittadino, invece, lo accuserebbe di remare contro una squadra amministrativa, concedendosi troppo politicamente a qualche esponente dell’opposizione.
Insomma Calcagni non sembrerebbe essere considerato un “fedelissimo” al quale è possibile lasciare campo libero in un settore così strategico. Ma, d’altra parte, un avvicendamento in Giunta aprirebbe una faida interna di non poco conto.
Seguendo il sistema adottato dalla lista “Liberamente per Arce”, la carica di assessore andrebbe conferita in base alle preferenze ottenute. Il primo della lista è Roberto Patriarca, ma le sue competenze potrebbero non essere compatibili con quelle dei lavori pubblici.
Di qui la possibilità per il sindaco di seguire almeno due strade. La prima, avviare un insidioso rimpasto di giunta che coinvolga tutti.
La seconda, invece, è tradire l’ordine di arrivo e nominare qualche consigliere “fedele” con il rischio di far saltare gli equilibri di maggioranza.
Una situazione complessa che qualcuno, per un paio di mesi, vorrebbe stemperare con un interim del sindaco ed una giunta a cinque.
L’impressione, però, è che nella resa dei conti di questa vicenda si scontrino interessi diversi e contrapposti che forse non coincidono con quelli dei cittadini.

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