Tre figli e un marito ai domiciliari – 48enne occupa l’ufficio del sindaco

ARCE – Occupa l’ufficio del sindaco per ottenere un lavoro. Scene di disperazione al comune di Arce per una madre di 48anni in cerca di occupazione. La donna lavorava tramite una cooperativa del paese come addetta alle pulizie del nido comunale. La chiusura della struttura, avvenuta nell’autunno scorso a causa dell’inagibilità del plesso, gli ha comportato la perdita del lavoro. Di qui l’appello agli amministratori comunali affinchè si adoperassero per una sistemazione alternativa. Da diversi mesi, però, i buoni propositi non si sarebbero concretizzati nonostante qualche piccolo contributo economico elargito dall’ente comunale. Ieri la decisione di occupare l’ufficio del sindaco fino a quando non si sarebbe trovata una soluzione. Una disperazione dovuta a una serie di difficoltà che riguardano il suo nucleo familiare. Il marito 56 anni, invalido civile non ricollocabile al lavoro, è in stato di custodia cautelare presso la propria abitazione. «Abbiamo tre figli – ci dice la donna – il primo, di 25 anni lavora part-time a 100 euro a settimana; il secondo cerca di portare avanti gli studi di biologia, mentre l’ultima, di 16 anni è studentessa ed è affetta da una patologia che le comporta una serie di gravi problemi. Non sono qui – ci dice ancora – per chiedere un contributo una tantum. Abbiamo bisogno di vivere anche noi e per questo chiedo un lavoro qualsiasi. Ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni e non sappiamo più a chi rivolgerci. Qualche giorno fa abbiamo venduto le fedi di nozze per comprare qualcosa da mangiare. E’ vero – ha concluso – riceviamo una volta al mese gli aiuti della Caritas, ma non  possiamo andare avanti solo con questi». Una situazione difficile che alla fine è stata risolta dal sindaco Simonelli che ha cercato in tutti i modi di rassicurare la signora e di farla desistere dalla protesta almeno per alcuni giorni, il tempo utile per verificare qualche soluzione idonea. «Purtroppo – ha detto il primo cittadino – di fronte a questi casi possiamo fare ben poco. L’amministrazione non ha possibilità di collocazione. Ciò nonostante – ha concluso – ci siamo attivati a livello personale affinchè si trovi una piccola occupazione».

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