Un affetto senza barriere – In una lettera aperta i genitori ringraziano i compagni di scula del figlio

ARCE – Una grande festa per il ritorno di Robertino.
I bambini della scuola primaria di Arce hanno accolto con gioia, nei giorni scorsi, il ritorno del loro compagno dagli Stati Uniti. Robertino, bimbo affetto da un male raro che non gli consente di vivere una vita come quella dei suoi coetanei, è tornato dalle cure d’oltre oceano. Gli interventi dei medici statunitensi starebbero migliorando le condizioni del bimbo, anche se tra alcuni mesi dovrà sottoporsi a nuovi interventi. I genitori del bimbo, con una lettera aperta, hanno voluto ringraziare quanti gli hanno dimostrato vicinanza. «Essere genitore – ha scritto la mamma di Robertino – è la cosa più difficile del mondo e purtroppo non esistono scuole. Esserlo di un bambino disabile è ancora più difficile. Ma l’amore che abbiamo verso Roberto lo considero un dono. Non provo dolore standogli vicino – aggiunge ancora – ma quando noto nelle persone indifferenza, pena, commiserazione. Considero la scuola fondamentale nella sua vita, ma la scuola non sono solo mura, sono anche maestre e compagni di classe. Fortunatamente ci sono persone meravigliose come le maestre Antonietta Panaccione e Adele Sorge, la maestra di sostegno Luisa De Santis, l’assistente Assunta Celletti e il maestro Guglielmo Mollicone. Ho avuto modo di verificare il loro affetto proprio l’altro giorno in occasione del suo rientro a scuola. Dopo due mesi di assenza, ho accompagnato Roberto a scuola, per me era una giornata come tante, eppure mi sono dovuta subito ricredere perché nella sua aula c’erano striscioni, cartelloni, palloncini, lettere colorate e soprattutto c’erano tutti i bambini che saltavano e gioivano per il rientro di mio figlio. Mi sono sentita sollevata, quasi rilassata, felice per il bene che gli dimostrano ogni giorno. Ho letto ogni singola lettera con attenzione e commozione nelle parole di quei bimbi c’era tanto amore, ho letto parole toccanti che sottolineavano la mancanza di tutti i piccoli gesti che mio figlio gli dava ogni giorno. Hanno scritto che i loro cuori erano tanto tristi senza Roberto e che qualsiasi cosa accadeva in classe non era divertente senza di lui. Dietro questi bambini – ha ripreso – ci sono i loro genitori e le maestre che hanno fatto capire fin da subito che avere Roberto nella loro classe rappresentava un dono che avrebbe arricchito i loro cuori. Mio figlio è perfettamente integrato e per me questa è una grande gioia. Ho sentito le necessità – ha concluso – di dire pubblicamente questo grande grazie a tutti coloro che ogni giorno trasmettono insieme al loro ruolo un grande affetto per Roberto»
 

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