Un attenta analisi politica – In questi giorni di gran caos politico-istituzionale, stanno cambiando significato anche le parole…

In questi giorni di gran caos politico-istituzionale, stanno cambiando significato anche le parole.
Da sempre la parola BASE, in politica sta ad indicare quella parte d’elettorato attivo e militante o semplicemente simpatizzante di questa o quella parte politica che non ha o non ha mai avuto responsabilità diretta di rappresentanza politica-ammistritativa-istituzionale.
Sono giorni che dalle testate dei quotidiani locali arrivano attacchi alla candidatura di Alessandra Mandarelli.
Ciò che meraviglia  e che dispiace è che gli attacchi provengono da personaggi politici che in passato hanno avuto la grande occasione di essere i rappresentanti della centro destra per conquistare la città di Frosinone. La candidatura dell’avvocato Nicola Ottaviani fu contrastata da molti negli ambienti del centro destra, ma i risultati post elettorali, confermarono che quella base che loro dicono di rappresentare oggi, si schierò compatta a sostegno dei canditati delle liste e un po’ meno del candidato a sindaco, ancora oggi dobbiamo capire perché.
Uno dei pochi casi in Italia, Frosinone diede vita nel turno di ballottaggio alla famosa anatra zoppa, solo chi non è obiettivo, può sostenere che quelle elezioni furono conseguenza della sfortuna e non della volontà dei frusinati a scegliere il candidato che meglio li rappresentava.
Ricordo perfettamente da sostenitore esterno, non essendo residente a Frosinone, che facendo parte di quella famosa base, nel mio ambiente di lavoro, non perdevo occasione per sostenere le tesi del centro destra, e come dimenticare che dal basso senza mai chiedere nulla e nel perfetto anonimato, cercavo di convincere i miei colleghi che potevano esprimere la loro preferenza per la scelta del candidato sindaco della città di FOSINONE.
Conquistare il capoluogo, per il centro destra, dopo il primo turno, sembrava cosa fatta, invece l’urna del ballottaggio, consegno la città nelle mani dell’avvocato Domenico Marzi.
Quella base che tanto si era spesa non ha mai avuto la possibilità di esprimere il proprio dissenso a quei vertici che scelsero il candidato a sindaco della città di Frosinone, se non ricordo male il via libera per la candidatura dell’avvocato Nicola Ottaviani, fu avvallata da ambienti politici romani, molto vicino a posizioni forziste. Senza essere ripetitivo ma per semplice cronaca, la base confermò la fiducia a molti consiglieri di Frosinone, i quali ancora oggi lottano per far crescere il centro destra nel comune capoluogo, bocciando senza appello la candidatura a sindaco espressa dal centro destra.
Oggi, nello specifico, nel posto della quota maggioritaria, della candidata alla presidenza della regione Lazio, RENATA POLVERINI, è inserita ALESSANDRA MANDARELLI, per chi non lo ricorda è stata l’unica a tentare riuscendoci molto bene a dare un’immagine diversa alle attività culturali e ricreative della città di Frosinone, vedi beach village ed ice park, distinguendosi quando era assessore della regione Lazio, per aver contribuito al sostegno sociale della provincia di Frosinone, cosa che dovrebbe sapere molto bene chi ha amministrato  enti comunali e come dovrebbe sapere molto bene il presidente dell’AIPES  dott. Maurizio Ottaviani, oggi candidato nella quota proporzionale della Lista Polverini.
Credo, ma la verità appartiene solo alla storia, che la candidatura nella quota maggioritaria, il famoso listino, di  ALESSANDRA MANDARELLI non è espressione di un volere romano, che qualcuno si ostina a sostenere, ma è la vittoria della meritocrazia, chi si vuol convincere del contrario lo faccia pure , ma dovrebbe far capire alla BASE quella vera quale sono le motivazione che inducono a criticare da un lato RENATA POLVERINI, per la scelta della MANDARELLI, nella quota maggioritaria e dall’altro la osannano per la sua vittoria,nella quota proporzionale, essendo essi stessi inseriti, nelle liste volute da RENATA POLVERINI.
Ne consegue che esistono due RENATA POLVERINI, una capace di puntare i piedi e battere i pugni sui tavoli del potere, l’altra, vittima d’imposizioni politiche di vertice, francamente credo che non vede solo chi fa finta di non vedere e meglio sarebbe per poter evitare altre brutte figure a confinare la sterile polemica nelle stanze opportune.
Meglio sarebbe per tutti fare quadrato, per rispetto di quella BASE che merita rispetto, i  politici, siano consapevoli che  attraverso il loro operato si alimenta la speranza di chi lotta tutti i giorni per portare a casa un degno stipendio.
Niente di personale ma solo un’attenta analisi politica.

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