‘Un atto d’imperio che nasconde incapacità politica e gestionale’ – Parole che pesano quelle del segretario del Pd del paese

«Il commissariamento della Riserva Naturale d’Isoletta? Un atto d’imperio di Iannarilli che vuole nascondere un’incapacità politica e gestionale ormai conclamata».
Parole pesanti quelle del segretario del Pd del arcese, Carlo Delli Cicchi. All’indomani della nomina di Giorgio Bortone a commissario straordinario, il partito di Bersani si scaglia contro il provvedimento.
«E’ un grave atto politico – ha detto Delli Cicchi – in quanto, qualunque fossero le inadempienze amministrative, qualora alla base ce ne fossero, è incomprensibile la nomina a commissario di un consigliere comunale del comune di San Giovanni Incarico e di un dirigente della Provincia con funzioni di controllore del commissario, entrambi, guarda caso, di San Giovanni Incarico. Forse era opportuno nominare un solo funzionario della Provincia». Ma Delli Cicchi si spinge oltre e contesta a Iannarilli di non conoscere quale sia la realtà territoriale e di non aver tenuto presente dei sindaci e dei presidenti che compongono l’azienda speciale. «La Riserva Naturale – spiega – comprende, come territorio, una parte del comune di Arce e quasi totalmente la frazione di Isoletta. Arce, a oggi, è l’unico comune in regola con i pagamenti della propria quota di partecipazione e, come territorio, è la più vasta. Considerando che, quel poco che resta della Riserva è dei comuni limitrofi, mi chiedo se il commissario poteva essere un consigliere comunale, perché non un consigliere di Arce, considerando che anche lo stesso sindaco del paese aveva firmato la convocazione dell’assemblea della Riserva? Mi chiedo – prosegue Delli Cicchi – se il presidente Iannarilli, prima di emettere tale atto abbia convocato, per ascoltarli, tutti i sindaci ed i presidenti delle due Comunità Montane che fanno parte della Riserva, oppure ne ha ascoltato solo alcuni? La verità è che Iannarilli, con questi atti d’imperio vuole nascondere un’incapacità politica e gestionale che ormai gli viene contestata non solo dal Pd, ma anche dalla sua stessa maggioranza e dal suo partito, basta guardare le vicende Multiservizi, Agenzia di formazione e, in ultimo, L’Acea Ato 5. Noi rivendichiamo con forza che, alla fine del commissariamento, la presidenza dell’azienda consortile torni a un cittadino di Arce e invitiamo il sindaco Simonelli e la sua amministrazione ad attivarsi per un accordo politico che tuteli gli interessi del comune e del territorio. Nel contempo – conclude – esprimo solidarietà al presidente ragioniere Antonio Fraioli e a tutti i membri del consiglio d’amministrazione, per l’impegno e il lavoro svolto in questi anni».
 

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