Un istituto per madri detenute – Nelle more ci sarebbe l’intenzione di riconvertire la struttura con fondi pubblici

ARCE – Sopralluogo dell’onorevole Isabella Rauti per individuare strutture che possano ospitare le madri detenute.
Il progetto nato in Lombardia qualche anno fa sta cercando di coinvolgere altre realtà urbane e grazie all’interessamento del comune di Arce, in particolare del presidente della giunta comunale Gianfranco Germani, che ha contattato l’onorevole Isabella Rauti, il paese avrà una grande opportunità: destinare la struttura dell’ex carcere di via Magni (costruzione degli anni ’70 ’80, mai utilizzata) al progetto di “promozione e valorizzazione delle capacità individuali dei detenuti grazie ad azioni che possano potenziare l’autonomia personale e la fruibilità dei servizi”.
L’edificio di via Magni fu consegnato, in condizioni definitive, nella seconda metà degli anni ’80, completo di accessori, impianti, grate e porte blindate, pertanto, pronto ad essere utilizzato. In realtà la struttura non è mai stata attivata in quanto, a distanza di qualche anno, con l’abolizione delle Preture (ed Arce era sede della Pretura), vennero chiuse anche la carceri mandamentali. Il fabbricato venne, quindi, destinato a deposito dell’archivio del Tribunale di Cassino e della Pretura di Arce. Nel progetto si prospettano “Istituti destinati alla custodia attenuata per madri carcerate (ICAM)”.
Il sindaco Roberto Simonelli, insieme ad alcuni rappresentanti della giunta comunale e alcuni agenti della Polizia municipale, ha accolto l’onorevole Rauti e con lei, ha effettuato un sopralluogo nella struttura che si trova in prossimità della caserma dei carabinieri, in una posizione molto centrale rispetto al paese.
«Abbiamo dato voce all’impegno assunto dall’assessore Giuseppe Congemi, il Lazio (regione con un alto tasso di detenzione femminile) deve avere strutture che ospitano madri e figli – ha sottolineato l’onorevole Rauti – abbiamo già individuato un casale nel parco di Aguzzano, ma la struttura può ospitare solo 12 detenute. Il carcere di Rebibbia attualmente è molto affollato, dobbiamo trovare altre strutture – continua – e la costruzione di Arce, con i dovuti accorgimenti, potrebbe essere una buona opportunità per, almeno, 20 detenute. Si dovrebbe pensare ad una riconversione della costruzione, ci sono aree comuni che potrebbero diventare servizi per i bambini. Il sopralluogo mi lascia ben sperare – ha aggiunto – bisogna, valutare gli interventi di riconversione, la spesa potrebbe essere contenuta nel bilancio del prossimo anno».
Il sopralluogo è stato eseguito in concomitanza con il tour “Gruppo di festa in carcere” che sta impegnando l’onorevole Rauti. Sull’ICAM è intervenuto anche il primo cittadino di Arce.
«L’intento dell’incontro è quello di verificare la fattibilità del progetto – ha dichiarato il sindaco Simonelli – ma soprattutto l’idoneità della struttura che, se destinata ad ospitare le madri detenute, dovrebbe essere riadattata».
Una prima stima dei tecnici comunali parla di 250mila euro solo per la parte interna dell’edificio.

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